A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

venerdì 20 febbraio 2026

PISA: sabato 28/02 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o S.A. Newroz

a PISA SABATO 28/02 a partire dalle ore 17:30, al Newroz, Via Garibaldi 72 con la partecipazione di Multi-Sindacato Sociale

Presentazione del nuovo libro del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

PAZZI DA MORIRE” - le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria edizioni Sensibili alle Foglie

A seguire Apericena e Concerto con “Nothing To Lose”.

Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. Il numero stesso rende l’idea della sistematicità diffusa, del carattere strutturale, non episodico, della violenza psichiatrica. La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati che il Collettivo Artaud ha svolto restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di diverse strutture psichiatriche. Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

mercoledì 18 febbraio 2026

MODENA: 26/02 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Lo Spazio Nuovo


 MODENA GIOVEDì 26 FEBBRAIO alle ore 18:30

c/o lo SPAZIO NUOVO in via IV novembre 40 B

presentazione del libro:

PAZZI DA MORIRE. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

INCONTRO con la co-autrice Sara Manzoli e Alberto Mari del collettivo Artaud

Gli autori dialogheranno con gli operatori e le operatrici del progetto pronto soccorso culturale e RadioLiberamente


sabato 7 febbraio 2026

FIRENZE Sabato 14 Febbraio 2026 "DALLA PRIVATIZZAZIONE ALL'ECONOMIA DI GUERAA: QUALE DESTINO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO c/o Murate Idea Park


 FIRENZE Sabato 14 Febbraio 2026 Sala Pasquini c/o Murate Idea Park P.zza Madonna della neve, 8

Dalle ore 10:30 alle ore 17:30 CONVEGNO: “DALLA PRIVATIZZAZIONE ALL’ECONOMIA DI GUERRA:

QUALE DESTINO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO”

Temi in discussione:

Sanità pubblica vs privatizzazione - Guerra,

riarmo e conseguenze sociali - Ambiente e

salute - Lavoro, salari e diritti - Disabilità e

grave carenza dei servizi - Deriva della

psichiatria - Come organizzare la mobilitazione

Promosso dal

Coordinamento Regionale Toscano SAS

(Salute Ambiente Sanità)

FB: https://www.facebook.com/groups/crtsas

mercoledì 4 febbraio 2026

FIRENZE, sabato 14 FEBBRAIO convegno: " DALLA PRIVATIZZAZIONE ALL'ECONOMIA DI GUERRA: QUALE DESTINO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO"

 APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE E MOBILITAZIONE

Dall’aprile 2023, il Coordinamento Regionale Toscano Salute Ambiente Sanità (SAS) riunisce comitati locali e territoriali, collettivi di lavoratori/trici, associazioni e cittadini/e mobilitati. Obiettivo: fermare lo smantellamento della sanità pubblica e la sua vendita al privato, contro le infinite liste d’attesa, le esternalizzazioni, i tagli e la precarizzazione del personale, contro la psichiatrizzazione della società e contro l’invisibilità dei disabili.  

La rete si è allargata alle lotte contro il saccheggio e l’inquinamento dei territori, l’avvelenamento di aria e acqua, il riarmo e la militarizzazione di porti, aeroporti, ferrovie e scuola, che coinvolge la sanità. Il tutto collegato alla logica del profitto. L’economia di guerra sottrae risorse alla sanità, ai servizi sociali, all’istruzione. Mentre non ci sono vincoli di bilancio per il riarmo e la guerra, si abbassano i salari reali e si è più poveri, più malati, più disabili, più sfruttati. In questa società del profitto ci vogliono tutti obbedienti, arruolati e senza prospettiva. Noi non ci stiamo.  

Costruire e fare rete, rafforzare l’azione collettiva, organizzata e solidale, non solo è necessario, ma urgente.

PER QUESTO PROMUOVIAMO IL CONVEGNO E TI INVITIAMO A PARTECIPARE

DALLA PRIVATIZZAZIONE ALL’ECONOMIA DI GUERRA: QUALE DESTINO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO”

FIRENZE, sabato 14 FEBBRAIO 2026 dalle ORE 10:30 – 17:30

Sala Pasquini c/o Murate Idea Park – P.za Madonna della Neve, 8

TEMI IN DISCUSSIONE

  • Sanità pubblica vs privatizzazione
  • Disabilità e grave carenze dei servizi
  • Ambiente e salute  
  • Lavoro, salari e diritti
  • Guerra, riarmo e conseguenze sociali
  • Come promuovere e organizzare la mobilitazione

Nel pomeriggio sono previsti interventi aperti

UN’OCCASIONE

Per condividere, per conoscere esperienze e lotte in atto

Estendere e sviluppare la rete a nuovi soggetti e realtà per coordinare le forze,

confrontarsi e unirsi su proposte all’altezza della gravità della situazione

UNENDOCI SULLE PAROLE D’ORDINE

La sanità non è una merce

Vogliamo una sanità pubblica, universale, solidale, laica adeguata ai bisogni di tutt*

Preventiva per difendere la salute prima che diventi malattia

Con più risorse per assunzioni, disabilità, tutela del territorio e servizi sociali

Nessun soldo alla militarizzazione e alla guerra

Questa è la sanità di cui c’è bisogno, una sanità come immensa risorsa

per la vita la salute del nostro paese e del pianeta

E Mail: coordinamentotoscanosas@gmail.com – https://www.facebook.com/groups/crtsas

Per contatti e informazioni: Nadia 340 8235021 – Renato 329 5923500 – Gina 333 3399718

lunedì 2 febbraio 2026

OPUSCOLO per il corso di formazione IL PARADIGMA PSICHIATRICO TRA SCUOLA E SOCIETÀ 19 FEBBRAIO - 26 MARZO 2026

 https://artaudpisa.noblogs.org/post/2026/02/02/opuscolo-per-il-corso-di-formazione-il-paradigma-psichiatrico-tra-scuola-e-societa-19-febbraio-26-marzo-2026/

A questo link trovate l'opuscolo per il corso di formazione IL PARADIGMA PSICHIATRICO TRA SCUOLA E SOCIETÀ promosso da  ACACIA - SCUOLA in collaborazione con il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD

"MEDICALIZZAZIONE, CONTROLLO E PERDITA DELLA DIMENSIONE EDUCATIVA PER RITORNARE A INSEGNARE"- CORSO DI FORMAZIONE 19 FEBBRAIO - 26 MARZO 2026

sabato 24 gennaio 2026

LINK per ascoltare l'intervista sul nuovo libro PAZZI DA MORIRE durante la trasmissione TRANSfemmINonda su Radio Sonar

 A questo link potete ascoltare l’intervista sul nostro nuovo libro, Pazzi da morire, fatta durante la trasmissione Transfemminonda di radio Sonar

https://radiosonar.net/podcast/transfemminonda-7-15-pazz%c9%99-da-morire/

È uscito il nuovo libro del collettivo Artaud PAZZI DA MORIRE. LE STORIE DELLE PERSONE DECEDUTE E I DISPOSITIVI MORTIFICANTI DELLA PSICHIATRIA edizioni Sensibili alle foglie. https://www.sensibiliallefoglie.it/pazzi-da-morire/

Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. Il numero stesso rende l’idea della sistematicità diffusa, del carattere strutturale, non episodico, della violenza psichiatrica.

La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati che il Collettivo Artaud ha svolto restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di diverse strutture psichiatriche.

Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

Il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD, nato nel 2005, si propone come gruppo sociale che, costruendo occasioni di confronto e di dialogo, vuole sostenere le persone maggiormente colpite dal pregiudizio psichiatrico. Il Collettivo si riunisce il martedì, a Pisa, con cadenza settimanale. L’impegno del collettivo consiste, innanzitutto, nell’osservazione e nell’analisi del ruolo sempre più ingombrante che la psichiatria si vede riconoscere all’interno della società, ponendo particolare attenzione alle modalità e ai meccanismi attraverso i quali essa si espande sempre più capillarmente e trasversalmente. Questo lavoro di analisi e di denuncia è accompagnato da iniziative volte alla diffusione di cultura antipsichiatrica come, ad esempio, la presentazione di libri, opere teatrali, film, video, incontri e dibattiti. Oltre a questo siamo dotati di un telefono cellulare (3357002669) dedicato alle persone che hanno la necessità di contattarci in caso di emergenza psichiatrica o semplicemente per confrontarsi, avere dei consigli o essere ascoltate. Allo stesso modo veniamo contattati da diverse persone attraverso il nostro indirizzo email (antipsichiatriapisa@inventati.orgPer le edizioni Sensibili alle foglie ha pubblicato, nel 2014, “Elettroshock. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute”.

Per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org
artaudpisa.noblogs.org

lunedì 19 gennaio 2026

L'ASSEMBLEA di domani martedì 20 gennaio si terrà SOLAMENTE online

 Vi informiamo che l’ ASSEMBLEA del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud prevista domani martedì 20 gennaio 2026 si svolgerà solamente online alle 21:30. Per ricevere il link per collegarsi e per ulteriori informazioni telefonateci al 335 7002669 oppure contattateci via mail a antipsichiatriapisa@artaud

L’ASSEMBLEE in presenza si terranno regolarmente a partire da martedì prossimo 27 gennaio allo stesso orario 21:30 presso lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a Pisa.

sabato 17 gennaio 2026

"PAZZI DA MORIRE. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria". A cura del collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud, edizioni Sensibili alle foglie

 https://artaudpisa.noblogs.org/post/2026/01/17/pazzi-da-morire-le-storie-delle-persone-decedute-e-i-dispositivi-mortificanti-della-psichiatria-a-cura-del-collettivo-antipsichiatrico-antonin-artaud-edizioni-sensibili-alle-foglie/

A questo link trovate il libro in versione pdf da scaricare gratuitamente. Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di dive rse strutture psichiatriche. Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

Per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org
artaudpisa.noblogs.org


venerdì 16 gennaio 2026

è stato pubblicato il nostro nuovo libro “PAZZI DA MORIRE. LE STORIE DELLE PERSONE DECEDUTE E I DISPOSITIVI MORTIFICANTI DELLA PSICHIATRIA “

È uscito il nostro nuovo libro “PAZZI DA MORIRE. LE STORIE DELLE PERSONE DECEDUTE E I DISPOSITIVI MORTIFICANTI DELLA PSICHIATRIA “ edizioni Sensibili alle foglie.

Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. Il numero stesso rende l’idea della sistematicità diffusa, del carattere strutturale, non episodico, della violenza psichiatrica. La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati che il Collettivo Artaud ha svolto restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di diverse strutture psichiatriche. Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

Il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD, nato nel 2005, si propone come un gruppo sociale che, costruendo occasioni di confronto e di dialogo, vuole sostenere le persone maggiormente colpite dal pregiudizio psichiatrico. Il Collettivo si riunisce tutti i martedì alle ore 21:30 presso lo Spazio Antagonista Newroz, in via Garibaldi 72, a Pisa. Per le edizioni Sensibili alle foglie ha pubblicato, nel 2014, “Elettroshock. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute”.


Per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org
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martedì 6 gennaio 2026

MORIRE DI PSICHIATRIA A LIVORNO: ennesima vittima, è la terza dal 2017

MORIRE DI PSICHIATRIA A LIVORNO

ennesima vittima, è la terza dal 2017

Apprendiamo che una donna di quarantuno anni, di cui non conosciamo l'identità, si sarebbe suicidata nel bagno del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Livorno il 27 dicembre scorso.

È successo ancora. Un'altra volta, sempre nello stesso posto. Sempre nell' SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) padiglione 10° degli Ospedali Riuniti di Livorno.

L'ASL Toscana Centro, intervenuta a posteriori con una nota diramata ai giornali, parla di un "caso sentinella": un evento cioè grave, imprevedibile, inaspettato.

Imprevedibile?

Per quello che ci è dato sapere in pochi anni si sono verificati almeno altri due casi di persone decedute dopo essere state ricoverate all'interno di quello stesso reparto.

La mattina del 14 marzo 2017 una ragazza di ventiquattro anni scappa dal reparto di psichiatria di Livorno dove era ricoverata e si toglie la vita gettandosi sotto un treno. Di lei non si conosce neanche il nome.

A comunicare la notizia della morte di Guglielmo Antonio Grassi all'inizio di aprile del 2021 è stato invece l’ex-primario in pensione di quello stesso reparto, attraverso una indignata e circostanziata lettera di denuncia alla stampa locale. Dal suo racconto si evinceva lo stato di generale decadenza del reparto di Psichiatria dell'ospedale di Livorno (sbarre alle finestre, porte chiuse, sfratto dell'Associazione degli utenti, aumento della contenzione meccanica). Grassi muore di polmonite dopo essere stato legato al letto di contenzione per più di sette giorni.

La donna deceduta nel pieno delle recenti feste natalizie era uscita dal carcere due settimane prima di morire. Dalla ricostruzione dei giornali risulta che non si sentiva bene e che dopo una visita al pronto soccorso, era stato disposto il suo ricovero (volontario) in Psichiatria nel pomeriggio del 26 dicembre. Qui, all'interno del bagno, secondo i giornali, si sarebbe soffocata. È risultato inutile qualsiasi tentativo di rianimarla da parte del personale sanitario.

La figlia il giorno precedente aveva chiamato in reparto chiedendo inutilmente di parlare con la madre. Ha poi ricevuto la notizia all’una di notte: «Sua madre è morta, si è suicidata». Insieme ad altri familiari si è immediatamente diretta al padiglione 10, chiedendo di poter entrare. Adducendo motivi di sicurezza e procedurali il personale sanitario ha impedito loro di entrare e ha poi chiesto l'intervento di una pattuglia di carabinieri per placare la rabbia dei familiari.

La figlia e il marito della donna hanno sporto denuncia. La procura ha avviato un'indagine su quanto accaduto, allo scopo di appurare eventuali responsabilità penali. È stata acquisita la cartella clinica per indagare sulla terapia somministrata, e sono stati ascoltati alcuni dei sanitari che l’hanno presa in carico. La dottoressa di guardia quella notte è stata indagata con l'imputazione provvisoria di omicidio colposo. La salma resta sotto sequestro: è stata disposta l’autopsia, di cui si attendono i risultati.

L’Asl Toscana Nord-Ovest ha comunque difeso l'operato del personale, e ha attivato un audit interno per capire cosa sia accaduto con esattezza. Un sindacato di categoria ha puntato il dito contro la carenza di personale.

A Livorno prevalgono gli stessi dispositivi custodialistici e post-manicomiali utilizzati nella stragrande maggioranza dei reparti psichiatrici in Italia.

Livorno non fa parte dei 24 reparti psichiatrici no-restraint (su 329 totali), gli unici dove non si legano le persone. E a Livorno si muore legati a un letto di contenzione.

A Livorno nel 10° padiglione le visite esterne sono regolamentate a discrezione del personale sanitario. Troppo spesso questa limitazione comporta sofferenze ulteriori per pazienti e familiari, oltre a una mancanza di controllo su inadempienze e abusi.

Possiamo supporre, inoltre, che una persona appena uscita da una reclusione carceraria abbia bisogno di un sostegno e di una risposta adeguata ai propri bisogni. Fra le altre cose, nelle carceri italiane si vive in una condizione al limite della sopportazione e della stessa dignità umana, dove la somministrazione incontrollata e smisurata di psicofarmaci è nota e costante, a scopo sedatorio e di controllo. Quale trauma ha riportato la donna dopo l'esperienza carceraria? Perché il pronto soccorso ha stabilito di inviarla in Psichiatria?

Manca infine una seria elaborazione statistica dei dati riguardanti i suicidi all’interno dei reparti psichiatrici italiani, come avviene invece per i suicidi in carcere. Come per le carceri, i suicidi in psichiatria non sono eventi episodici ma strutturali. I suicidi avvenuti all’interno delle istituzioni psichiatriche rappresentano in tutto e per tutto, come per chi si toglie la vita in carcere, delle morti di Stato. Il suicidio svela il cortocircuito che si verifica all’interno dell’istituzione psichiatrica: istituzione teoricamente finalizzata alla cura e che, invece, insinua e finisce per innescare essa stessa i fenomeni suicidari.


Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud


per info:

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

via San Lorenzo 38, 56100 Pisa

3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org

artaudpisa.noblogs.org



Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org