Collettivo Antipsichiatrico Artaud

A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

giovedì 17 maggio 2018

PSICOFARMACI e PSICHIATRIA: ATTENZIONE ALL’EPIDEMIA!!


il volantino che distribuiremo come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
alla STREET PARADE ANTIPROIBIZIONISTA CANAPISA 2018
SABATO 19 MAGGIO ore 16 P.ZZA S.ANTONIO

 PSICOFARMACI e PSICHIATRIA: ATTENZIONE ALL’EPIDEMIA!!

L’istituzione psichiatrica è uno dei principali strumenti che il sistema usa per ostacolare l’autodeterminazione degli individui, per arginare qualsiasi critica sociale e normalizzare quei comportamenti ritenuti “pericolosi” poiché non conformi al mantenimento dello status quo, intervenendo nel complesso ambito della sofferenza. Assistiamo oggi ad una sistematica diffusione della crisi, sia sociale, economica e personale; le cui cause vanno ricercate nella società in cui viviamo e nello stile di vita che ci viene imposto e non nei meccanismi biochimici della mente. La logica psichiatrica sminuisce le nostre sofferenze, riducendo le reazioni dell’individuo al carico di stress cui si trova sottoposto  a sintomi di malattia e medicalizzando gli eventi naturali della vita.
La psichiatria moderna è diventata una tecnica di repressione tramite psicofarmaci. Che bisogno c’è della camicia di forza quando oggi basta una pillola oppure una siringa?
La psichiatria ha rimodellato , in profondità, la nostra società. Attraverso il suo Manuale Diagnostico e Statistico (DSM) , la psichiatria traccia la linea di confine tra ciò che è normale e ciò che non lo è. La nostra comprensione sociale della mente umana, che in passato nasceva da fonti di vario genere, ora è filtrata attraverso il DSM. Quello che finora ci ha proposto la psichiatria è la centralità degli “squilibri chimici” nel funzionamento del cervello, ha cambiato il nostro schema di comprensione della mente e messo in discussione il concetto di libero arbitrio. Ma noi siamo davvero i nostri neurotrasmettitori?
Gli psicofarmaci, oltre ad agire solo sui sintomi e non sulle cause della sofferenza della persona, alterano il metabolismo e le percezioni, rallentano i percorsi cognitivi ed ideativi contrastando la possibilità di fare scelte autonome, generano fenomeni di dipendenza ed assuefazione del tutto pari, se non superiori, a quelli delle sostanze illegali classificate come droghe pesanti, dalle quali si distinguono non per le loro proprietà chimiche o effetti ma per il fatto di essere prescritti da un medico e commercializzate in farmacia. Siamo qui a chiedere dunque: qual’é la vera differenza fra le droghe illegali e gli psicofarmaci?
Sappiamo bene che le persone trattate con psicofarmaci aumentano la probabilità di trasformare un episodio di sofferenza in una patologia cronica. Molti coloro che ricevano un trattamento farmacologico vanno incontro a nuovi, e più gravi, sintomi psichiatrici, a patologie somatiche e a una compromissione cognitiva.
L’allargamento dei confini diagnostici favorisce il reclutamento, in psichiatria, di un numero sempre più alto di bambini e adulti. Oggi a scuola sono sempre di più i bambini che hanno una diagnosi psichiatrica e ci è stato detto che hanno qualcosa che non va nel loro cervello e che è probabile che debbano continuare a prendere psicofarmaci per il resto della loro vita, proprio come un “diabetico che prende l’insulina”.
Poiché la risposta psichiatrica è sempre la stessa per tutte le situazioni - diagnosi-etichetta e cura farmacologica - crediamo che rivendicare il diritto all'autodeterminazione in ambito psichiatrico significhi “riappropriarsi” della follia e della molteplicità di maniere per affrontarla, elaborandola in maniera autonoma.
Siamo contro l'obbligo di cura e contro il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), non condanniamo a priori l'utilizzo di psicofarmaci ma pensiamo che spetti all'individuo deciderne in libertà e consapevolezza l'assunzione.
Il TSO, la cui applicazione avviene nei reparti ospedalieri preposti (i cosiddetti SPDC), ha effetti coercitivi che vanno ben oltre le mura della stanza d'ospedale: è usato, presso i CIM o i Centri Diurni, anche come strumento di ricatto quando la persona chiede di interrompere il trattamento o sospendere/scalare la terapia; infatti oggi l' obbligo di cura non si limita più alla reclusione in una struttura, ma si trasforma nell'impossibilità effettiva di modificare o sospendere il trattamento psichiatrico per la costante minaccia di ricorso al ricovero coatto cui ci si avvale alla stregua di strumento di oppressione e punizione. Per questo ancora una volta diciamo NO ai TSO, perché i trattamenti sanitari non possono e non devono essere coercitivi e affinché nessuno più debba morire di psichiatria.
Sentiamo pertanto l'esigenza di contrastare ancora una volta il perpetuarsi di tutte le pratiche psichiatriche e di smascherare l’interesse economico che si cela dietro l’invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38 56100 Pisa
antipsichiatriapisa@inventati.org / www.artaudpisa.noblogs.org / 335 7002669

INTERVISTA del COLLETTIVO ARTAUD su RADIO WOMBAT


Questo il link per ascoltare la trasmissione di RADIO WOMBAT “Stampa-Rassegnata”
con l’intervista  al collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud 


sotto il link i contatti di RADIO WOMBAT dove trovate anche il podcast

https://wombat.noblogs.org
https://wombat.noblogs.org/streaming

COMUNICATI di SOLIDARIETA' con il COLLETTIVO ARTAUD

Sotto i vari comunicati di solidarietà con il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud che ci sono arrivati in questo periodo. Ringraziamo tutti i singoli, i collettivie le strutture che ci hanno scritto parole solidali e di sostegno.


Care compagne e cari compagni del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud,
come OfficinePeregrine Teatro vi scriviamo dalla Gallura per darvi tutta la nostra solidarietà e vi offriamo il nostro sostegno nella risposta che vorrete mettere in atto contro l'attacco costruito da potere medico e potere giudiziario.
Un abbraccio teatrantico e di forza,
OfficinePeregrine Teatro
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COMUNICATO CAMAP PER SOLIDARIETA' AL COLLETTIVO ARTAUD
...'Le violenze' dalla parte del manico...
Esprimiamo con queste righe la nostra solidarietà ai compagni del Collettivo Antipsichiatrico Artaud di Pisa accusati di violenza privata.Oltre ad appoggiare il comunicato scritto dai pisani ci sentiamo di aggiungere qualche parola sia perchè siamo fermamente certi della totale infondatezza delle accuse sia perchè altrettanto certi siamo dell'audacia e della bontà dei compagni da anni coinvolti nel perseguire l'attività volontaria contro gli abusi e le violenze (queste sì, reali) dell'istituzione psichiatrica. La riflessione alla base del nostro ragionamento ci fa pensare che le accuse oggi piovute sui pisani sarebbero potute arrivare a noi (avendo conosciuto, tra l'altro, direttamente l'accusatrice ed il suo modo di attaccare) così come su qualsiasi collettivo o realtà che si apre al debole, alla persona in difficoltà oppure in un momento di fragilità. Siamo pertanto ben consci che tale apertura può diventare un'arma a doppio taglio se, per qualsivoglia motivo, il soggetto coinvolto decide di cambiare bandiera e screditare in maniera inopinata le persone legate alla resistenza antipsichiatrica. Non abbiamo, volutamente, le spalle coperte da partiti ed associazioni pertanto siamo altresì facilmente attaccabili. Siamo attaccabili non solo con la menzogna, lo siamo anche in nome del bieco sfruttamento della propria condizione e del proprio personale. Il proprio tornaconto si appaga proiettando il proprio disagio nella direzione sbagliata...D'altra parte siamo pronti ad afferrare il coltello che ci viene puntato dalla parte della lama poichè non esiste vergogna delle nostre pratiche politiche e sociali, la nostra volontà e volontarietà  sono la spinta per fornire aiuto gratuito a qualsivoglia oppresso, disagiato, fragile. Non mancherà mai la nostra azione di libertà ed accoglienza, di aiuto e condivisione, di supporto ed ascolto nell'accettazione più completa. L'accettazione ci sarà sempre, la pazienza quasi. Solidarietà ad oltranza ai pisani, alla loro sensibilità ed alla loro storia fatta di accoglienze e non di violenze.
CAMAP - Collettivo Antipsichiatrico Camuno
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Cari compagni/e,
Ho appreso con grande dolore la notizia delle denunce rivolte a due di voi. Vi invio tutta la mia solidarietà. Se c'è qualcosa che posso fare per aiutarvi....ditemelo. Mi avete aiutato in momenti di grande difficoltà, e vorrei poterlo ricambiare. Soprattutto spero che insisterete nella lotta, perchè quello che fate è di vitale importanza per molti. Non scoraggiatevi! Cercherò di passare da voi nelle prossime settimane, e di nuovo: se posso aiutarvi in qualche cosa, lo farò volentieri. 
Nella solidarietà e nella lotta
Fabrizio Cucchi - Empoli
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Conoscendo direttamente da anni sia l'impegno svolto dal Collettivo antipsichiatrico "A. Artaud" che le persone inquisite, intendo manifestare lo stupore per le accuse loro rivolte riguardo presunte minacce che avrebbero rivolto nei confronti di chi stava cercando un aiuto.
L'approccio critico nei confronti del sistema psichiatrico che anima l'attività di base svolta dal Collettivo, senza alcuno scopo di lucro o di potere, verso persone che in primo luogo esprimono il bisogno di un ascolto sensibile e un sostegno paritario, si concretizza attraverso relazioni umane libere. Libere dallo schema che definisce come "malati mentali" quanti vivono disagi e sofferenze determinate in primo luogo da rapporti sociali, familiari e culturali tendenti a negare le diversità e i problemi individuali.
Tale impegno volontaristico è, a tutti gli effetti, l'opposto delle logiche coercitive - e quindi violente - con i quali "normalmente" si vogliono curare persone in difficoltà, sovente strette fra trattamenti sanitari obbligatori e psico-farmaci.
Per questo, l'ipotesi che alcuni aderenti al Collettivo abbiano esercitato una qualche forma di oppressione ai danni di una persona in difficoltà appare paradossale e il processo intentato assume connotazioni kafkiane.
Nel comune rifiuto di ogni discriminazione, esprimo la mia più affettuosa e incondizionata solidarietà.
Marco Rossi
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 «Non si rovescerà il potere come si rovescia un Governo.
Il fronte unito contro l’autorità copre l’estensione della vita quotidiana
e impegna l’immensa maggioranza degli uomini.
Saper vivere è saper non arretrare di un pollice nella propria lotta contro la rinuncia»
(R. Vaneigem)
Conosco da molti anni i compagni e le compagne del collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud per poter affermare che questo è un processo politico che niente ha a che fare con le motivazioni pretestuose della denuncia. Non mi stupisce - né mi scandalizza - che la società del controllo tenti in ogni modo di mettere a tacere non tanto chi lotta contro gli abusi della psichiatria, ma chi lo fa in modo orizzontale, senza gerarchie, proponendo pratiche di auto-aiuto, di contro-informazione, e soprattutto di analisi sul potere psichiatrico che oggi più che mai è una delle protesi capitalistiche più subdole ed efficaci all’asservimento di chi non vuol piegarsi. La gravità di questo procedimento è che può rappresentare un precedente per tutti e tutte coloro che lottano quotidianamente contro l’autoritarismo delle istituzioni totali, ed è quindi importante non far mancare appoggio e sostegno ai compagni coinvolti.
Un abbraccio affettuoso e solidale ai due amici e a tutto il collettivo Artaud
Martina Guerrini
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Firenze 29-05-2018
Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa coinvolti in un processo che intende colpire l'impegno a fianco delle vittime delle istituzioni psichiatriche. L'accusa mossa contro i compagni è evidentemente funzionale alla criminalizzazione di ogni tentativo di arginare
l'arbitrio della psichiatria e di tutte le istituzioni autoritarie. Non abbiamo dubbi sulla correttezza e la coerenza dell'agire dei compagni e perciò denunciamo questa ennesima montatura giudiziaria. Siamo convinti della necessità di agire dal basso, in strada, per rivendicare la libertà di scelta di ogni individuo sulla
propria vita contro ogni proibizione e contro ogni costrizione. Rimanendo sempre al loro fianco ci auguriamo il più sollecito proscioglimento dei compagni imputati.
Ateneo Libertario – Firenze
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Solidarietà al Collettivo Antipsichiatrico Artaud

A fine maggio inizierà un processo nei confronti di due compagni del collettivo antipsichiatrico di Pisa; due imputati che saranno usati per mettere sotto accusa l'intero collettivo e le lotte che lo contraddistinguono da sempre.
Il collettivo Artaud da anni diffonde saperi e sostiene le persone vittime di abusi psichiatrici, in una città come la nostra che, solo per fare un esempio, ha visto portare avanti per tantissimi anni senza alcun ritegno la pratica dell'elettroshock, una vera e propria tortura.
Tanti sono gli esempi che si potrebbero portare, tante le donne e gli uomini che si sono rivolte agli sportelli di ascolto, che nel collettivo hanno trovato una rete per rompere la solitudine, per trovare un'alternativa all'eccesso farmacologico e ai ricoveri psichiatrici.
Per questi e molti altri motivi ci stringiamo ai due attivisti denunciati e al collettivo tutto, convinti che non sarà un'aula di tribunale a poter mettere in discussione le nostre pratiche collettive e le nostre lotte.
S.A. Newroz – antagonist* pisan*
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Solidarietà alle compagne e ai compagni del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa.         Come Centro Sociale in questi anni abbiamo collaborato e ospitato varie iniziative del collettivo consapevoli dell’importanza della lotta contro tutte le pratiche coercitive della psichiatria e dell’importanza di sostenere le persone colpite da abusi psichiatrici, che il collettivo Artaud porta avanti sul proprio territorio. Esprimiamo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ai compagni che verranno processati e a tutto il collettivo!
Un abbraccio affettuoso e solidale
CSA NexT Emerson – Firenze
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La psichiatria è una branca della medicina che ha deciso, progressivamente dalla fine del 1700, che sofferenze dell'anima, sofferenze fisiche non immediatamente spiegabili, dolori, discorsi incomprensibili o troppo poetici erano di sua competenza. Così è nata la anormalità contemporanea. Come malattia. Una storia del ben pensare, o del profondo conoscere, che si è da subito associata a un altro aspetto, ovvero la collocazione dello psichiatra-medico nello Stato, una scelta per la legge. Come è noto, a noi in particolare in questa regione del Friuli Venezia Giulia, questa duplice se non forse plurima scelta ha condotto da subito all'ospedale, all'internamento dei cosiddetti malati di mente (disturbati, deficienti, ritardati, e poi psicotici, schizofrenici e isteriche...) e come conseguenza alla violenza degli spazi e delle menti chiuse. Il collettivo Antonin Artaud di Pisa, che ha recentemente pubblicato un volume dal titolo Elettroschock, è un collettivo antipsichiatrico che offre da anni supporto a tutti coloro che cercano di uscire dal mondo psichiatrico.     Non è difficile incorrere in problemi assumendo una posizione contraria all'ordine delle menti e dei corpi che la psichiatria continua a determinare silenziosamente nelle nostre società paritarie. E' quanto sta accadendo al collettivo a causa di una denuncia. Il supporto e la solidarietà umana, senza riconoscimento di legge, sono senza diritto e dunque colpevoli. Di mille cose. Le possiamo tutti immaginare. E' esprimendo la nostra solidarietà al collettivo, che ribadiamo il primato dei rapporti reali su quelli simbolici, e l'irriducibilità della sofferenza al puro e semplice ambito della malattia.
Gruppo Anarchico Germinal
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Ad ascoltare radio e televisioni in questi giorni di ricorrenza della legge 180, parrebbe che tutto l'orrore dei grandi istituti manicomiali, l'utilizzo della scienza psichiatrica quale strumento di controllo sociale a partire dall'800, la stretta relazione tra classi povere e psichiatrizzazione, o insubordinazione e psichiatrizzazione, possano ritenersi cose del passato. Le cose non stanno cosi; spesso i manicomi si sono solo ridotti di dimensioni così come gli Opg, e i dispositivi di controllo e annientamento della persona non mancano: contenimenti fisici e farmacologici indiscriminati, TSO, soluzioni morbide dove però la persona non ha tutti i diritti che prima aveva. Tutte queste cose voi le sapete molto bene perché donate le vostre energie per cercare di interporvi tra chi rischia di perdere la propria libertà di individuo e un potere che può essere ancora più annichilente e totale di quello esercitato da altre istituzioni. Piena solidarietà per il vostro impegno che è solo frutto della vostra volontà e in virtù di una mirabile idea di dignità umana.
Monica, Tiziana, Pio, Bruno, Dina, Mauro, Davide, Jacopo e altri liberi pensatori del Circolo anarchico Umberto Marzocchi.
Tutti gli amici che condividono queste idee o hanno provato sulla loro pelle il potere del "pregiudizio psichiatrico" .

Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org