Collettivo Antipsichiatrico Artaud

A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

lunedì 3 dicembre 2018

NO AL TASER! NO AI TSO CON LE SCOSSE ELETTRICHE!!!


NO AL TASER!  NO AI TSO CON LE SCOSSE ELETTRICHE!!!

Dal 5 settembre 2018 in Italia il Thomas A. Swift's Electronic Rifle ( TASER ) è in fase di sperimentazione in dodici città italiane: Milano, Torino, Padova, Reggio Emilia, Bologna, Genova, Firenze, Napoli, Caserta, Catania, Palermo e Brindisi.

La  pistola elettrica è stata usata la prima volta il 12 settembre a Firenze dai carabinieri per fermare un giovane musicista turco di 24 anni disarmato in stato di agitazione. Il ragazzo, in seguito al fermo, è stato ricoverato in TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) presso il reparto di psichiatria dell’Ospedale S. Maria Nuova di Firenze.

Il Taser è considerato un dispositivo utile a garantire la sicurezza degli agenti. L’arma spara due dardi collegati alla pistola da cavi sottili. Quando il dardo colpisce il bersaglio, una scarica di corrente elettrica a impulsi provoca una paralisi neuromuscolare che concede agli agenti alcuni secondi per immobilizzare il soggetto. La pistola può anche essere premuta contro il corpo, causando dolore intenso. Le pistole in dotazione ai carabinieri non hanno bisogno di essere ricaricate e quindi possono sparare due colpi, ossia quatto dardi.

La dotazione del Taser viene giustificata dalla non mortalità dell'arma, nonostante venga considerata dall'ONU uno strumento di tortura. Il Governo Italiano per mantenere la sicurezza dei cittadini, piuttosto che ridurre i casi di applicazione della violenza, preferisce dare alle forze dell'ordine la possibilità di sparare di più facendo meno vittime. Il Ministro dell'Interno Salvini, nel DDL Sicurezza ha inserito l'estensione dell'arma anche ai vigili urbani e alla Polizia ferroviaria oltre che alle altre forze di Polizia.

Nella ricerca “Shock tactics” della Reuters, su 1005 casi di morte legati all’uso del Taser, ben 257 vengono ricondotti all'uso dell'arma su soggetti con “disturbi psichiatrici e malattie mentali”; mentre in 153 casi il Taser è indicato come causa o come fattore che ha contribuito alla morte.

Il fatto che il primo uso della pistola elettrica in Italia sia stato su una persona in stato di agitazione è perfettamente in linea con le intenzioni dell'azienda produttrice dell'arma, Taser International, ora AXON, che già nel 2004 riteneva la pistola elettrica “lo strumento più adatto a gestire persone emotivamente disturbate”.

Ci preoccupa e allarma molto il fatto che si cominci ad usare il Taser su persone in difficoltà,  in stato di agitazione o di crisi, per poi ricoverarle nei reparti psichiatrici. Ad oggi il TSO è un metodo coercitivo che obbliga il soggetto ad un trattamento farmacologico pesante e sradica la persona dal proprio ambiente sociale, rinchiudendola in un reparto psichiatrico, ignorando la complessità delle relazioni umane e sociali e molto spesso ledendone i diritti.

Noi ci opponiamo a tutto ciò! Il superamento delle crisi individuali passa attraverso un percorso comunitario e non attraverso l’utilizzo di metodi repressivi e/o coercitivi che risultano dannosi alla dignità dell'individuo. Ci chiediamo perché non viene attribuito alla rete sociale il giusto valore.


Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
 antipsichiatriapisa@inventati.org artaudpisa.noblogs.org 
335 7002669 via San Lorenzo 38 56100 Pisa


domenica 18 novembre 2018

MODENA: sab 24/11 presentazione di ELETTROSHOCK c/o La Scintilla


MODENA SABATO 24 NOVEMBRE
c/o  La SCINTILLA in strada Attiraglio 66, Zona Mulini Nuovi
alle ore 18:30 presentazione del libro:

“ELETTROSHOCK. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute”. a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud. Edizioni Sensibili alle Foglie

A seguire CONCERTI  e DJ SET
Per info: la scintilla@autoproduzioni.net

lunedì 12 novembre 2018

FIRENZE VENERDI’ 16 NOVEMBRE presentazione "STORIA DI ANTONIA" c/o CPA FI SUD


FIRENZE VENERDI’ 16 NOVEMBRE c/o CPA FI SUD in via Villamagna alle ore 19

La Libreria Majakovskij presenta:
 “Storia di Antonia. Viaggio al termine di un manicomio” di Dario Stefano Dell’Aquila e Antonio Esposito 
edizioni Sensibili Alle Foglie

Parteciperà al dibattito con gli autori il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

A seguire cena e concerto
<<"Ci legavano come Cristo in Croce". Le parole di Antonia Bernardini restituiscono l'inferno nel quale è costretta a vivere gli ultimi 15
mesi della sua vita: l'opg di Pozzuoli, dove viene internata, a seguito
di un banale diverbio, in attesa di un processo che non si svolgerà
mai. Antonia muore a causa delle ustioni riportate per l'incendio del
letto di contenzione sul quale era legata da 43 giorni. La sua fine
atroce destò scalpore, portò il tema dei manicomi criminali al centro
del dibattito pubblico, determinò la chiusura dell'istituto puteolano.
Venne istruito anche un processo che, dopo le condanne in primo grado,
si concluse in appello senza colpevoli. Per oltre 40 anni, su questa
storia è calato il silenzio. Qui se ne offre una ricostruzione
completa, realizzata recuperando materiale d'archivio inedito, il
dibattito dell'epoca, le testimonianze dei diversi protagonisti. Un
lavoro che tesse una dolorosa ma avvincente trama narrativa, nella quale
ritroviamo, con Antonia, la vita di altre donne, vittime di quella
stessa violenza istituzionale, e il dispositivo psichiatrico, le cui
logiche e prassi, seppure metamorfizzate, ripropongono, ancora oggi,
l'orizzonte manicomiale.>>

Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org