A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

giovedì 5 ottobre 2017

PISA. giov 12/10 APERICENA MUSICALE BENEFIT per le spese legali del Collettivo Artaud



GIOVEDI’ 12 OTTOBRE
Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud e l’Osservatorio Antiproibizionista Canapisa Crew 
Presentano:
APERICENA MUSICALE

 BENEFIT per le spese legali del Collettivo Artaud dalle ore 19
c/o Circolo Anarchico vicolo del Tidi 20 Pisa

giovedì 7 settembre 2017

FIRENZE: dom 24/09 presentazione di CORRENTI di GUERRA c/o Vetrina Libertaria



FIRENZE DOMENICA 24 SETTEMBRE alle ore 18:20
 All’interno della 8° edizione della Vetrina Anarchica e Libertaria c/o Teatro ObiHall via Fabrizio De Andrè angolo Lungarno Aldo Moro presentazione di:

“CORRENTI di GUERRA. Psichiatria militare e faradizzazione durante la Prima guerra mondiale.”
cura di MARCO ROSSI autoprodotto dal Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud-Pisa
a seguire dibattito con l’autore, il collettivo e Chiara Gazzola

per info e programma completo della Vetrina: https://www.autistici.org/ateneolibertariofiorentino/vetrina.htm

venerdì 16 giugno 2017

PIACENZA ven 23/06 presentazione del Telefono Viola e di "ELETTROSHOCK" c/o cooperativa Infrangibile




PIACENZA VENERDI’ 23 GIUGNO
c/o  COOPERATIVA INFRANGIBILE – via Alessandria 16 – 

ore 20 BUFFET VEGAN di AUTOFINANZIAMENTO

ore 21 BREVE PRESENTAZIONE TELEFONO VIOLA e a seguire PRESENTAZIONE del libro “ELETTROSHOCK. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute”. a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud. Edizioni Sensibili alle Foglie.

sarà presente il COLLETIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD- Pisa

organizza il TELEFONO VIOLA - Piacenza
linea d’ascolto contro gli abusi della psichiatria e per liberarsi dalla morsa psichiatrica


www.telefonoviolapiacenza.blogspot.it / www.telefonoviola.org

Articolo/Recensione "SCEMI di GUERRA" di Chiara Gazzola su Arivista di giugno 2017



SCEMI DI GUERRA

Il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud di Pisa, dopo una preziosa pubblicazione edita da “Sensibili alle foglie” sulla storia dell'elettroshock – ora riammesso a pieno titolo nei protocolli medici sotto le mentite spoglie di TEC (terapia elettroconvulsivante) –, con questo opuscolo autoprodotto aggiunge un altro tassello sulle implicazioni di questo metodo di tortura. Il contesto analizzato è quello bellico, con uno sguardo particolareggiato alla I guerra mondiale. La ricerca è firmata da Marco Rossi che ribadisce “la complice amicizia con il Collettivo pisano e il gruppo Kronstadt di Volterra”: quest'ultima città ospitò infatti, qualche mese fa, un dibattito pubblico su questo tema. L'opuscolo, sintetico quanto estremamente documentato, ha per titolo Correnti di guerra – Psichiatria militare e faradizzazione durante la Prima guerra mondiale. Le tecniche utilizzate per la faradizzazione servirono ad affinare gli strumenti, ideati più tardi, per la TEC: la dolorosa scarica elettrica veniva applicata in varie parti del corpo, scroto compreso: “già sperimentata a scopo medico nel Settecento, durante il Primo Conflitto divenne quindi una pratica – anche se poco conosciuta – asservita alla logica militare e anticipò quanto sarebbe avvenuto, sistematicamente, durante la Seconda guerra mondiale” specifica l'autore, oltre a spiegare efficacemente le motivazioni che soggiaciono al connubio fra l'apparato psichiatrico e quello militare. Nel 1915, 170 psichiatri di comprovata esperienza manicomiale furono inseriti nell'organico militare, sotto la guida di A. Tamburini presidente della Società italiana di freniatria ed ex direttore del S. Lazzaro di Reggio Emilia, uno fra i più grandi ed efficienti manicomi europei. É risaputo quanto questa guerra sia stata particolarmente cruenta; le conseguenze in termini di povertà, morte, invalidità, traumi fisiologici e psicologici fecero maturare – nell'esercito e nella società – forme di riluttanza all'asservimento delle politiche statali: evidentemente gli apparati di potere le giudicarono eccessive, sorse così l'esigenza strategica di un rimedio pertinente agli obiettivi bellici. I reparti manicomiali dedicati ai disertori (molto noto quello del S. Maria di Pietà di Roma) furono giudicati insufficienti; l'istituzione militare preferì occuparsi direttamente degli “scemi di guerra”, potendo così garantire agli ufficiali un trattamento privilegiato. Si mise in atto una vera e propria “profilassi morale per bonificare le truppe dagli elementi inaffidabili, secondo una morale più patriottica che deontologica”; ciò significa che “l'obiettivo primario divenne quello di recuperare i soggetti critici per il fronte, come carne da cannone, nonché scoprire e deferire i frodatori alla giustizia militare” ben sottolinea M. Rossi a pag. 12 e 13.
La guerra non avrebbe mai dovuto essere percepita come causa di sofferenza psicologica o di insofferenza sociale: ecco perché l'ideologia dominante trovò negli assunti positivisti il miglior alleato. Cesare Lombroso dedicò studi e attività professionale alla determinazione di presunte tare ereditarie e congenite – rese palesi ad esempio dalla morfologia del cranio – di soggetti potenzialmente criminali poiché dimostravano forme di asocialità. Questi insegnamenti fornirono l'eccellente opportunità per poter affermare che soltanto la degenerazione mentale e morbosa potesse indurre al rifiuto del servizio patriottico. Si enumerarono sintomatologie e diagnosi fantasiose fra le quali ricorrono la debolezza nervosa, la predisposizione organica, l'immoralità costituzionale, la gracilità intellettuale, l'ectopia testicolare, la simulazione, la scarsa volontà o il rifiuto al sacrificio, ma anche infermità mentali rese manifeste dalla pederastia o dalle scelte libertarie e antimilitariste tradotte nei termini di pazzia ragionante. Allo scopo di ostacolare queste aberrazioni, si individuò nella somministrazione di scosse elettriche il metodo principe di persuasione e punizione: scoprire i bugiardi, ma soprattutto ricollocare nelle trincee un'abbondante carne da macello indispensabile alla guerra.
I militari italiani sottoposti a trattamenti psichiatrici furono circa 40000, “secondo le cifre ufficiali ma probabilmente sottostimate”, afferma l'autore che poi aggiunge: “resta invece da accertare il numero, non meno rilevante, delle donne internate in manicomio a causa di disturbi psichici determinati, più o meno direttamente, dal contesto bellico”. Nonostante vi siano documenti che riconducano alle condizioni di vita in trincea la causa di malesseri psichici, la propaganda ideologica scelse di ribadire il concetto non dipendente da cause di guerra: fecero eccezione soltanto i traumi cerebrali provocati direttamente dalle esplosioni. Anche in questo caso le diagnosi psichiatriche si avvalsero di un ribaltamento fra causa ed effetto nel tentativo, ancor oggi non dimostrato, di individuare la causa organica delle cosiddette malattie mentali. Il determinismo scientifico di derivazione lombrosiana, dalla guerra in Vietnam a oggi, certifica con la diagnosi di PTSD (Post Traumatic Stress Disturb) molte delle sofferenze dovute agli scenari bellici o alle calamità naturali, così da poter curare testimoni e vittime sottoponendole a TEC o a sedazione chimica.
In perfetta continuità con l'analisi storica di M. Rossi, completata dal confronto delle tecniche di faradizzazione utilizzate in altri Paesi europei e da dati territoriali specifici come quelli individuati presso il frenocomio di San Girolamo di Volterra, risulta evidente quanto la maggior parte delle diagnosi psichiatriche – soprattutto quelle inserite nel DSM, il manuale delle malattie mentali redatto negli USA – svelino la corruzione del linguaggio scientifico, ogni volta che offre la propria complicità alla pianificazione del controllo sociale.

Chiara Gazzola

Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org