SABATO 26 febbraio 2011
c/o il teatro officna refugio
in scali del refugio a LIVORNO
e
DOMENICA 27 febbario 2011
c/o il csa nEXt emerson
in via di bellagio a FIRENZE
il progetto ZENA in collaborazione con
il collettivo antipsichiatrico a.artaud
presentano
INSANAMENTE MIA
azione teatrale del laboratorio zena
"la realtà è terribilmente superiore
ad ogni storia, a ogni favola, a ogni divinità
a ogni surrealtà" a.artaud
per info:
zeta.lab@email.it/ antipsichiatriapisa@inventati.org
3280254173
INSANAMENTEMIA
spettacolo teatrale a cura del Progetto Zena
in collaborazione con il Collettivo antipsichiatrico A. Artaud.
Un ospedale. Una sala d'aspetto.
Cinque donne nell'attesa di una metamorfosi indotta.
Da donne a soggetti psichiatrizzati.
Aggrappate al loro intimo equilibrio e annichilite dalla paura.
Sarà il dottor Marchi a guidarle attraverso suggestive patologie, terapie
e farneticazioni della sua stessa mente.
Donne e psichiatria, la necessità assoluta di agire contro gli stereotipi
che producono atteggiamenti
discriminatori, oppressivi e violenti verso le donne e le loro fasi
naturali.
Passività e incoscienza indotte da farmaci o ribellione?
Il conflitto è inevitabile, considerando però che una satira spietata sia
la migliore lettura della realtà.
"InsanaMente Mia" nasce da una riflessione collettiva su un tema di
genere, la patologizzazione e la medicalizzazione della vita e delle
fasi naturali della donna da parte della psichiatria, da sempre
strumento di controllo e di gestione della diversità, del disagio e
dell'incompatibilità sociale.
Dalla volontà di comunicare attraverso il teatro, di mettere in scena la
nostra rabbia con i nostri corpi - che risentono della minaccia
psichiatrica tanto quanto le nostre menti - è nato il Progetto Zena, un
collettivo teatrale che da un anno lavora su questo tema, attraverso
l'orizzontalità e la condivisione.
Le donne hanno da sempre vissuto sulla propria pelle i meccanismi di un
sistema che le voleva normalizzate, pena una spietata esclusione e
repressione, che in passato portò ai processi alle streghe, ma che anche
oggi prevede accettazione, segregazione e contenzione, sia fisica che
farmacologica.
Alle donne viene chiesto di essere figlie esemplari, mogli, madri, nonne,
lavoratrici precarie in casa e fuori casa, oggetti del desiderio
maschile ma anche depositarie della più austera morigeratezza! La
mancata corrispondenza a modelli e ruoli imposti le rende prede della
psichiatria, che con le sue diagnosi e "cure" nega loro la possibilità
e la libertà di essere semplicemente se stesse: donne libere ed
autodeterminate nelle scelte che riguardano i propri corpi, le loro
identità e diversità.
Oggi più che mai la donna viene avviluppata nella ragnatela psichiatrica,
proprio in virtù di quelle che sono le fasi naturali della sua vita,
momenti di cambiamento e di crescita trasformati dalla medicina in
diagnosi, disturbi, psicosi (disturbo disforico premestruale,
depressione post-partum etc.)
per arricchire le casse delle multinazionali del farmaco, e, ancora una
volta, a causa del suo non- corrispondere, del suo essere non omologata
e improduttiva.
Le donne portate in scena sono incatenate nel meccanismo di produzione e
riproduzione sociale.
Anche loro non sono felici, ma si ribellano. Anche loro non accettano
modelli omologanti ed opprimenti, così come non accettano diagnosi e
terapie psichiatriche. Trovano forza ascoltandosi reciprocamente,
ritrovandosi e ribellandosi. Così come si ribellarono altre donne in
passato, messe sotto processo, legate alle corde del "curlo",
torturate da aguzzini che tormentavano i loro corpi per
salvare le loro anime.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria
Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669
attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org
venerdì 18 febbraio 2011
lunedì 13 dicembre 2010
ven 17 dic proiezione "E' STATO MORTO UN RAGAZZO"
lo Spazio Antagonista NEWROZ
e ZONE DEL SILENZIO
presentano
E' STATO MORTO UN RAGAZZO di F.Vendemmiati
film-documentario sull’uccisione di Federico Aldrovandi
venerdì 17 dicembre 2010
c/o lo spazio antagonista newroz
via garibaldi 72 PISA
ore 21
ingresso libero
Il film racconta i fatti accertati e i misteri che li avvolgono, il
processo e i suoi numerosi colpi di scena, tentando di fornire una
spiegazione verosimile dell’accaduto proprio a partire da quegli
interrogativi rimasti insoluti.
È una storia che tocca da vicino i problemi del sistema dell’informazione
e della giustizia, con la violenza delle istituzioni e il diritto alla
giustizia dei cittadini.
per info:
zonedelsilenzio@autistici.org
Pubblicato da
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
alle
13:58
venerdì 3 dicembre 2010
4-5 dicembre: 2 giorni sul e contro il carcere a vicopisano
*Sabato 4 - Domenica 5 Dicembre nella storica cornice del
Palazzo Pretorio di Vicopisano:*
*Sabato 4, ore 16,00*
*Presentazione del libro "condannato perché nacque"
(edizioni Ets), a cura di Lorenzo Carletti, prefazione di massimo Carlotto. *
*Intervengono:
Antonella Gioli (storica dell'arte, Università di Pisa)
Paolo Pezzino (storico, Università di Pisa)
Massimo Cervelli (Regione Toscana)
Fabio Bacci (Assessore alla cultura, Comune di Vicopisano).*
*Domenica 5 dicembre 2010, ore 16:00
INCONTRO a Cura di Zone del Silenzio:
IL CARCERE IERI E OGGI,
TRA AUTORITARISMO E CONTROLLO SOCIALE.*
Pubblicato da
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
alle
19:11