Collettivo Antipsichiatrico Artaud

A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

giovedì 8 ottobre 2026

COMUNICATO COLLETTIVO - 10 OTTOBRE - GIORNATA della "salute mentale " di PROTESTA

 

COMUNICATO COLLETTIVO - 10 OTTOBRE -  GIORNATA della "salute mentale " di PROTESTA

Il pianto dell’impiccato

Apro gli occhi e mi guardo intorno.

L’ospedale mi dà il buongiorno.

Otto camici bianchi mi fissano e mi osservano

mentre il collo rosso si avvicina

con una siringa;

penso “sono legata e ora mi bucano”.

(Poesia di Jaqueline Mezzalana)

Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale. Con questa protesta si vuole mettere in chiaro che chi organizza e presenta questi eventi fa finta di non vedere il vero volto della psichiatria: contenzioni chimiche e meccaniche, TSO, Trattamenti Sanitari Volontari che si rivelano obbligatori, false diagnosi, ritorno dell’elettroshock, depot e amministratori di sostegno; tutti strumenti che annientano e sopprimono chiunque ha la sfortuna di finire nelle grinfie delle istituzionipsichiatriche (SPDC, REMS, ATSM, comunità terapeutiche, Centri e Dipartimenti di Salute Mentale…).

Durante questa giornata si svolgono numerose iniziative condotte dalle istituzioni. Lo scopo di queste iniziative è quello di sensibilizzare sui problemi che riguardano il concetto di salute mentale in tutte le sue sfaccettature, promuovere e apportare “miglioramenti” sull’assistenza sanitaria in ambito psichiatrico, “valorizzazione” dei “pazienti” come noi, che viviamo il “disagio psichico”.

Coloro che promuovono questa ricorrenza travisano o omettono tutto ciò che attraversa una persona psichiatrizzata: suicidi, abuso di psicofarmaci, gesti autolesionistici, conseguenze da scariche elettroconvulsive, decessi durante dei tentativi di TSO o causati dalle contenzioni e dalla negligenza del personale infermieristico-medico-sanitario.

Di quale “valorizzazione” del soggetto psichiatrizzato stiamo parlando?

Che cosa vuol dire “guarire”?

Come ci poniamo davanti alla divisione mente-corpo?

Riconosciamo l’ineluttabile drammaticità dell’individualismo economico contemporaneo che ha posto le fondamenta del capitalismo neoliberista: “Non c’è alternativa, questa è l’alternativa” (M. Thatcher). Da qui la pericolosa costruzione del concetto che non siamo più comunità, ma persone singole. E che quindi tutti i problemi e tutte le soluzioni non si agiscono in supporto della collettività, ma su una contro tutti. Il manuale diagnostico statistico della psichiatria -il DSM- nel corso delle sue varie edizioni è riuscito a produrre diagnosi per ogni manifestazione di malessere o di tipicità degli individui, medicalizzando di fatto ogni aspetto delle espressioni e dei comportamenti non conformi alla società capitalistica. Con l’introduzione dell’ultima versione del DSM si è registrato il maggiore aumento di diagnosi psichiatriche e prescrizioni di psicofarmaci nell’infanzia e nell’adolescenza.

La psichiatria da sempre reprime e assoggetta le donne e le persone non conformi dal punto di vista del genere per conto del patriarcato capitalista, violentandone l’intelletto, la vitalità e la sessualità attraverso istituzionalizzazione, elettroshock e farmaci imposti. La diagnosi misogina di isteria (ma anche la psichiatria stessa, molti dei suoi metodi e delle sue tecniche) discende direttamente dalla caccia alle streghe della prima età moderna, e sopravvive in numerose categorie del DSM, nuovo Malleus Maleficarum. Occultano le patologie invisibilizzate di cui soffriamo e le violenze che subiamo. Le sopravvissute a stupri e violenza domestica costituiscono la maggior parte delle psichiatrizzate e le minorenni di genere femminile (dati UK 2021) costituiscono la maggioranza delle ricoverate sottoposte alla tortura della contenzione meccanica e chimica. La psichiatria è una disciplina gestita prevalentemente dagli uomini che “curano” le donne. Due terzi delle persone sottoposte a elettroshock è di genere femminile. 

S’è trattato e si tratta ancora di togliere i corpi, di toglierci i corpi sottraendoli al dominio del nome. La follia nella psichiatria è la massima esemplificazione di dispositivi e nomi che vestono e, di contro, gesti che si svestono. Perché la follia non è per sé, è questo urto che si oppone per così dire oggettivamente al movimento della ricomprensione. Non si riposa. Non si riposa mai. Il corpo quindi è questo campo di battaglia sempre in moto anche quando vive poco, o quando muore, quando è stanco, quando gioisce, quando i tendini sono tirati e quando i muscoli sono a riposo. Il corpo è stato ed è ancora il nostro luogo del politico.

Ci raccontavano, gli infermieri del manicomio, che molti pazienti a cagione delle percosse, della vita infame che dovevano attraversare si rompevano i femori. Non un grido, non una protesta. Il silenzio. Quei corpi parevano non sentire, sicuramente non pensavano di avere il diritto a un urlo, a una bestemmia. Corpi silenziosi, silenziati. Eppure semprevivi. Questi corpi li abbiamo incontrati e abbiamo incontrato i loro figli, i loro nipoti, che siamo noi, quelli che oggi abitano sempre nel manicomiocittà, sempre noi ad essere rinchiuse dalle divise e dai camici, gli stessi di sempre.

I nomi e i luoghi sono cambiati, le funzioni sono le stesse, il tempo è trascorso, ma la storia si ripete. 

Se da una parte questa narrazione allontana e isola chi ci viene presentata come socialmente pericolosa, dall’altra allontana l’idea che ciò possa riguardare la nostra stessa vita, dividendoci e rendendoci più vulnerabili e soggetti ad un controllo sociale sempre più pesante e repressivo. 

Detenzione e psichiatrizzazione sono le due facce di una stessa medaglia, quella repressiva, che nelle strutture detentive come carceri e CPR si fondono e si rafforzano reciprocamente, con confini sempre meno netti. L’obiettivo è quello di portare il carcere nel manicomio e il manicomio nel carcere.Ne sono esemplificativi anche i progetti “umanitari” per la “salute mentale” di enti occidentali e israeliani in Palestina.

All’interno del sistema carcerario e dei CPR appare esplicito il ruolo di repressione e controllo della psichiatria, dove l’uso del TSO e la somministrazione massiccia di psicofarmaci affianca sistematicamente il manganello nella gestione delle persone detenute. Lo scopo di questa protesta è quello di evidenziare ciò che sicuramente uno psichiatra e chiunque sia il relatore di uno di questi eventi che celebrano la Giornata della salute mentale, non menzionerà, ciò che è veramente la psichiatria. La follia governata in questi tempi continua a essere sottratta alla vita!

“Fare della malattia un’arma. Noi, i pazienti -che saresti tu, e tu e tutti!- non soffriamo per la malattia, ma per il capitalismo gestito dai medici e la sua norma. Create collettivi di pazienti invece di lasciarvi ingannare dal feticcio nazista Heil-Salute. Malattie unitevi!"

(SPK/PF Collettivo socialista dei pazienti / Fronte dei pazienti)

Scritto e firmato da 

Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici, 

Collepsikattiv3 (Genova), 

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud (Pisa), 

con il supporto di altre realtà, persone psichiatrizzate e alleate da tutta Italia.

appp.altervista.org

assembleappp@proton.me

martedì 6 ottobre 2026

SABATO 10/10 GIORNATA" della salute mentale" di PROTESTA: link per ascoltare intervista a Radio OndaRossa

https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/10/giornata-della-salute-mentale-protesta

Questo è il link per ascoltare l'intervista su Radio OndaRossa fatta per lanciare sabato 10 ottobre la

GIORNATA " DELLA SALUTE MENTALE" di PROTESTA

 L’Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici un mese fa ha proposto a tutte le realtà di pazienti o loro alleate sul territorio italiano, di organizzare per la giornata del 10 ottobre una manifestazione, per una Giornata della “salute mentale” non di festa, ma di protesta.

Diverse persone singole e realtà italiane impegnate nella lotta alla violenza psichiatrica si sono unite nel costruire questa giornata.

La protesta è confermata e consisterà in un’azione di volantinaggio, a Roma.

Luogo e orario verranno condivisi solo all’interno delle realtà coinvolte, in privato e su richiesta tra persone compagne.

Entro la giornata di mercoledì 7 ottobre, ultima riunione prima della protesta, verranno concordati il documento collettivo e il volantino, scritti insieme a tutte le realtà. Verranno lanciati online e diffusi giovedì 8 ottobre!

Per seguire tutti gli aggiornamenti: https://appp.altervista.org/una-giornata-della-salute-mentale-di-protes…

contatti mail:

Assemblea Permanente Pazienti Psichiatrici: assembleappp@proton.me

 

lunedì 5 ottobre 2026

TORINO venerdì 9 ottobre presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Radio BLACKOUT

 L'incontro di sabato 10/10 è ANNULLATO. Saremo a presentare PAZZI DA MORIRE a Torino venerdì 9 ottobre alle ore 18 a Radio BlackOut insieme a Contrattakko


TORINO venerdì 9 ottobre c/o Radio BLACKOUT in via Cecchi 21/a alle ore 18 

Contrattakko e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud 

presentano il libro: PAZZI DA MORIRELe storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud 

edizioni Sensibili Alle Foglie

a seguire chiacchiere e musichette

Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org