Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, da Sondra Cerrai e Andrea Giordani (i genitori di Mattia) un articolo sulla spiaggia della Stella Maris a Marina di Pisa
Dalle inaugurazioni in pompa
magna alla realtà dei fatti: il caso della Wonderland Stella Maris
Beach
A fine maggio (e poi con la
grande campagna di comunicazione di inizio giugno), la Wonderland
Stella Maris Beach di
Marina di Pisa è stata presentata come un esempio di inclusione: una
spiaggia gratuita, "completamente accessibile", "priva
di barriere architettoniche", destinata alle persone con
disabilità.
All'inaugurazione erano presenti
il Sindaco Michele Conti, gli assessori, rappresentanti istituzionali
e i vertici della Fondazione Stella Maris. Fotografie, comunicati
stampa, dichiarazioni, sorrisi; tutto lasciava intendere che Pisa
avesse finalmente una spiaggia realmente accessibile.
Poi arrivano i cittadini. E
raccontano altro.
Anna Maria Bartolini, moglie di
una persona con disabilità motoria al 100% e madre di due figli
anch'essi con disabilità motoria al 100%, dopo aver visto la
pubblicità dell'iniziativa, percorre due ore di viaggio all'andata e
due al ritorno per visitare quella che era stata presentata come una
struttura modello. Quello che trova è una situazione ben diversa:
nessuna segnaletica per individuare la spiaggia, due automobili
parcheggiate davanti all'ingresso che impedivano il passaggio delle
carrozzine, la passerella di accesso montata mentre gli utenti
stavano arrivando, una passerella che non arrivava neppure fino agli
ombrelloni, la sedia JOB ancora inutilizzata nello spogliatoio, un
bagno destinato alle persone con disabilità privo di maniglioni e di
altri elementi essenziali, nessuna doccia. Sicuramente (almeno in
quel momento) niente era norma.
Altri utenti hanno raccontato di
essere rimasti impantanati nella sabbia con le carrozzine, altri
hanno raccontato di decine di telefonate senza risposta e di una
spiaggia sempre vuota (forse perché inagibile)?
La domanda è inevitabile: Perché
inaugurare ufficialmente una struttura prima che sia realmente
pronta? Forse per l’uso improprio di mezzi propagandistici cui la
Stella Maris ci ha abituati.
L’inclusione si misura quando
una persona in carrozzina riesce ad arrivare, entrare, utilizzare i
servizi, raggiungere il mare e vivere una giornata senza ostacoli.
L’inclusione si misura quando anche i ragazzi (in gran parte
autistici) del presidio di Marina di Pisa possono usufruire di una
struttura balneare che dovrebbe essere loro in prima battuta ma che
loro non vedono mai.
Per questo è molto importante
l'interrogazione presentata dal consigliere comunale Luigi
Maria Sofia (Sinistra Unita per Pisa),
che chiede al Sindaco di chiarire se, prima dell'inaugurazione, siano
state verificate l'effettiva accessibilità della struttura, le
coperture assicurative previste e l'eventuale utilizzo di contributi
pubblici per gli interventi di accessibilità. Sono domande di buon
senso. Perché quando si parla di persone con disabilità non può
esserci spazio per la propaganda.
E c'è un altro elemento che
rende questa vicenda ancora più delicata. La Fondazione Stella Maris
è oggi impegnata nella realizzazione del nuovo Ospedale dei Bambini
e dei Ragazzi a Cisanello, un
investimento di circa 33, 35 milioni di euro
che rappresenta uno dei progetti sanitari più importanti del
territorio pisano e dell’intera Regione Toscana. Proprio per
questo ci si aspetterebbe un alto livello di attenzione e di rigore
da parte delle Istituzioni (Comune, USL) che hanno l’obbligo di
controllare.
La Fondazione porta inoltre il
peso di una ferita ancora aperta: il
processo di primo grado sui maltrattamenti avvenuti nella struttura
di Montalto di Fauglia, conclusosi con dieci condanne e il
riconoscimento della responsabilità civile per l’Istituto Stella
Maris. Processo che è
durato nove anni e che ha coinvolto decine di ragazzi, di famiglie,
di testimoni, di parti civili. Una vicenda che ha profondamente
colpito la fiducia di tante famiglie e che avrebbe dovuto rafforzare
la consapevolezza di quanto, quando si ha a che fare con persone
fragili, ogni scelta debba essere improntata alla massima
responsabilità.
Per questo la vicenda della
Wonderland Stella Maris Beach non può essere liquidata come un
semplice inconveniente organizzativo. Quando un ente chiede fiducia
ai cittadini, riceve sostegno dalle istituzioni e si presenta come
punto di riferimento nella cura e nell'assistenza delle persone più
fragili, deve essere il primo a pretendere da sé stesso che i fatti
corrispondano alle parole. L'autorevolezza non nasce dai comunicati
stampa. La credibilità non si costruisce con le inaugurazioni. Si
conquista, ogni giorno, garantendo che ciò che viene promesso sia
davvero pronto, accessibile e all'altezza delle aspettative delle
persone che più hanno bisogno di essere rispettate.
Sondra Cerrai e Andrea Giordani,
genitori di Mattia