Collettivo Antipsichiatrico Artaud

A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

martedì 13 ottobre 2026

CESENA: venerdì 23/10 presentazione PAZZI DA MORIRE c/o Spazio Libertario SOLE e BALENO

CESENA Venerdì 23 ottobre c/o 

Spazio Libertario SOLE e BALENO

in via Sobborgo Eugenio Valzania 27 (dopo Porta Santi)


Ore 20:00 - Cena Vegan Benefit per lo Spazio

Ore 21:00 - Presentazione del libro:
"PAZZI DA MORIRE. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria"
a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

edizioni Sensibili alle Foglie

Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. Il numero stesso rende l’idea della sistematicità diffusa, del carattere strutturale, non episodico, della violenza psichiatrica. La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati che il Collettivo Artaud ha svolto restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di diverse strutture psichiatriche. Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

 

lunedì 12 ottobre 2026

AUDIO INTERVISTA a Radio ONDAROSSA con gli aggiornamenti della CAMPAGNA "DATE I NUMERI" Per un reale superamento della contenzione meccanica !

Questo è l’audio per ascoltare l’intervista fatta Radio OndaRossa martedì 29 settembre 2026 per parlare della CAMPAGNA DATE I NUMERI! Per un reale superamento della contenzione meccanica. A partire dalla Regione Toscana


 

giovedì 8 ottobre 2026

COMUNICATO COLLETTIVO - 10 OTTOBRE - GIORNATA della "salute mentale " di PROTESTA

 

COMUNICATO COLLETTIVO - 10 OTTOBRE -  GIORNATA della "salute mentale " di PROTESTA

Il pianto dell’impiccato

Apro gli occhi e mi guardo intorno.

L’ospedale mi dà il buongiorno.

Otto camici bianchi mi fissano e mi osservano

mentre il collo rosso si avvicina

con una siringa;

penso “sono legata e ora mi bucano”.

(Poesia di Jaqueline Mezzalana)

Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale. Con questa protesta si vuole mettere in chiaro che chi organizza e presenta questi eventi fa finta di non vedere il vero volto della psichiatria: contenzioni chimiche e meccaniche, TSO, Trattamenti Sanitari Volontari che si rivelano obbligatori, false diagnosi, ritorno dell’elettroshock, depot e amministratori di sostegno; tutti strumenti che annientano e sopprimono chiunque ha la sfortuna di finire nelle grinfie delle istituzionipsichiatriche (SPDC, REMS, ATSM, comunità terapeutiche, Centri e Dipartimenti di Salute Mentale…).

Durante questa giornata si svolgono numerose iniziative condotte dalle istituzioni. Lo scopo di queste iniziative è quello di sensibilizzare sui problemi che riguardano il concetto di salute mentale in tutte le sue sfaccettature, promuovere e apportare “miglioramenti” sull’assistenza sanitaria in ambito psichiatrico, “valorizzazione” dei “pazienti” come noi, che viviamo il “disagio psichico”.

Coloro che promuovono questa ricorrenza travisano o omettono tutto ciò che attraversa una persona psichiatrizzata: suicidi, abuso di psicofarmaci, gesti autolesionistici, conseguenze da scariche elettroconvulsive, decessi durante dei tentativi di TSO o causati dalle contenzioni e dalla negligenza del personale infermieristico-medico-sanitario.

Di quale “valorizzazione” del soggetto psichiatrizzato stiamo parlando?

Che cosa vuol dire “guarire”?

Come ci poniamo davanti alla divisione mente-corpo?

Riconosciamo l’ineluttabile drammaticità dell’individualismo economico contemporaneo che ha posto le fondamenta del capitalismo neoliberista: “Non c’è alternativa, questa è l’alternativa” (M. Thatcher). Da qui la pericolosa costruzione del concetto che non siamo più comunità, ma persone singole. E che quindi tutti i problemi e tutte le soluzioni non si agiscono in supporto della collettività, ma su una contro tutti. Il manuale diagnostico statistico della psichiatria -il DSM- nel corso delle sue varie edizioni è riuscito a produrre diagnosi per ogni manifestazione di malessere o di tipicità degli individui, medicalizzando di fatto ogni aspetto delle espressioni e dei comportamenti non conformi alla società capitalistica. Con l’introduzione dell’ultima versione del DSM si è registrato il maggiore aumento di diagnosi psichiatriche e prescrizioni di psicofarmaci nell’infanzia e nell’adolescenza.

La psichiatria da sempre reprime e assoggetta le donne e le persone non conformi dal punto di vista del genere per conto del patriarcato capitalista, violentandone l’intelletto, la vitalità e la sessualità attraverso istituzionalizzazione, elettroshock e farmaci imposti. La diagnosi misogina di isteria (ma anche la psichiatria stessa, molti dei suoi metodi e delle sue tecniche) discende direttamente dalla caccia alle streghe della prima età moderna, e sopravvive in numerose categorie del DSM, nuovo Malleus Maleficarum. Occultano le patologie invisibilizzate di cui soffriamo e le violenze che subiamo. Le sopravvissute a stupri e violenza domestica costituiscono la maggior parte delle psichiatrizzate e le minorenni di genere femminile (dati UK 2021) costituiscono la maggioranza delle ricoverate sottoposte alla tortura della contenzione meccanica e chimica. La psichiatria è una disciplina gestita prevalentemente dagli uomini che “curano” le donne. Due terzi delle persone sottoposte a elettroshock è di genere femminile. 

S’è trattato e si tratta ancora di togliere i corpi, di toglierci i corpi sottraendoli al dominio del nome. La follia nella psichiatria è la massima esemplificazione di dispositivi e nomi che vestono e, di contro, gesti che si svestono. Perché la follia non è per sé, è questo urto che si oppone per così dire oggettivamente al movimento della ricomprensione. Non si riposa. Non si riposa mai. Il corpo quindi è questo campo di battaglia sempre in moto anche quando vive poco, o quando muore, quando è stanco, quando gioisce, quando i tendini sono tirati e quando i muscoli sono a riposo. Il corpo è stato ed è ancora il nostro luogo del politico.

Ci raccontavano, gli infermieri del manicomio, che molti pazienti a cagione delle percosse, della vita infame che dovevano attraversare si rompevano i femori. Non un grido, non una protesta. Il silenzio. Quei corpi parevano non sentire, sicuramente non pensavano di avere il diritto a un urlo, a una bestemmia. Corpi silenziosi, silenziati. Eppure semprevivi. Questi corpi li abbiamo incontrati e abbiamo incontrato i loro figli, i loro nipoti, che siamo noi, quelli che oggi abitano sempre nel manicomiocittà, sempre noi ad essere rinchiuse dalle divise e dai camici, gli stessi di sempre.

I nomi e i luoghi sono cambiati, le funzioni sono le stesse, il tempo è trascorso, ma la storia si ripete. 

Se da una parte questa narrazione allontana e isola chi ci viene presentata come socialmente pericolosa, dall’altra allontana l’idea che ciò possa riguardare la nostra stessa vita, dividendoci e rendendoci più vulnerabili e soggetti ad un controllo sociale sempre più pesante e repressivo. 

Detenzione e psichiatrizzazione sono le due facce di una stessa medaglia, quella repressiva, che nelle strutture detentive come carceri e CPR si fondono e si rafforzano reciprocamente, con confini sempre meno netti. L’obiettivo è quello di portare il carcere nel manicomio e il manicomio nel carcere.Ne sono esemplificativi anche i progetti “umanitari” per la “salute mentale” di enti occidentali e israeliani in Palestina.

All’interno del sistema carcerario e dei CPR appare esplicito il ruolo di repressione e controllo della psichiatria, dove l’uso del TSO e la somministrazione massiccia di psicofarmaci affianca sistematicamente il manganello nella gestione delle persone detenute. Lo scopo di questa protesta è quello di evidenziare ciò che sicuramente uno psichiatra e chiunque sia il relatore di uno di questi eventi che celebrano la Giornata della salute mentale, non menzionerà, ciò che è veramente la psichiatria. La follia governata in questi tempi continua a essere sottratta alla vita!

“Fare della malattia un’arma. Noi, i pazienti -che saresti tu, e tu e tutti!- non soffriamo per la malattia, ma per il capitalismo gestito dai medici e la sua norma. Create collettivi di pazienti invece di lasciarvi ingannare dal feticcio nazista Heil-Salute. Malattie unitevi!"

(SPK/PF Collettivo socialista dei pazienti / Fronte dei pazienti)

Scritto e firmato da 

Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici, 

Collepsikattiv3 (Genova), 

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud (Pisa), 

con il supporto di altre realtà, persone psichiatrizzate e alleate da tutta Italia.

appp.altervista.org

assembleappp@proton.me

Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org