MORIRE
IN CHIESA, AMMANETTATA E CONTENUTA
Novembre
2023. Vigevano, Pavia.
Chiesa
della Madonna Pellegrina.
I
giornali raccontano che è in corso un funerale. Una donna, già in
carico ai servizi psichiatrici, entra, si inginocchia, va in crisi,
alza la voce. «Non aveva la percezione del luogo in cui si trovava.
Abbiamo quindi pensato di chiedere un intervento di natura sanitaria
e di pubblica sicurezza», racconta il parroco alla stampa.
Sembrerebbe dunque un TSO in piena regola, ma i resoconti
cronachistici sono reticenti e contraddittori. Di certo si capisce
che c’è stato l’intervento di due agenti della polizia locale,
che avrebbero in qualche modo fermato e contenuto la donna. «La
donna era a pancia in giù: uno le teneva la testa bloccata per
impedirle di picchiarla contro il pavimento mentre i colleghi le
aveva bloccato le gambe», secondo un altro quotidiano.
La
donna muore durante il fermo.
C’è
un processo attualmente in corso. I due agenti devono difendersi
dall’accusa di omicidio colposo. «I poliziotti, infatti, avrebbero
immobilizzato e ammanettato la donna […] la quale subito dopo
sarebbe morta. La Procura dovrà chiarire se il decesso sia stato
causato dalle modalità con cui la 39enne è stata fermata o se sia
morta per cause naturali», riferisce ancora la stampa.
Fin
qui i resoconti cronachistici. Malgrado le nostre ricerche non c’è
stato possibile avere ulteriori informazioni sugli sviluppi del
procedimento in corso.
Da
quello che risulta, e da quello che siamo riusciti a sapere
direttamente, la vittima non era una persona aggressiva, né in quel
momento stava commettendo violenza contro altre persone. Esprimeva
sicuramente a suo modo uno stato di profonda sofferenza interiore, di
difficoltà personale. Sarebbe stato necessario prendersi carico,
attuare modalità di protezione, ascolto e cura.
Invece
sembra ormai una pratica ordinaria, normale, accettabile quella di
rispondere all’inquietudine, allo smarrimento, all’evidente
sofferenza, all’intimo turbamento in maniera repressiva e violenta,
anche con lo schiacciamento a terra, le manette, la contenzione, il
soffocamento. Con i mezzi tipici del trattamento sanitario
obbligatorio, l’unica pratica “medica” che si mette in atto con
l’intervento della forza pubblica, con l’imposizione della
“cura”. A migliaia ne vengono praticati ogni anno in Italia,
decine ogni giorno. E troppo spesso finiscono così, con la morte
“accidentale” di chi li subisce.
Collettivo
Antipsichiatrico Antonin Artaud
Collettivo
Antipsichiatrico Antonin Artaud
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