DATE
I NUMERI!
Per
un reale superamento della contenzione meccanica. A partire dalla
Regione Toscana
[…]
Dopo un brevissimo, direi quasi inutile, colloquio con il medico di
turno, uscii dalla stanza convinta di dover firmare o compilare la
documentazione per rimanere in reparto. A quel punto, invece, quattro
persone, quattro infermieri, mi hanno presa da dietro. Io mi sono
accasciata sul pavimento, mi sono chiesta: “Cosa sta succedendo?”.
Ero impaurita, smarrita […]. Non mi hanno detto niente e, di peso,
mi hanno trasportato in una stanza. C’era un solo letto, c’era
penombra, buio. Mi hanno distesa su questo letto e legata mani e
piedi. Hanno chiuso la porta a chiave e sono andati via. […] Non
ricordo quanto tempo sono rimasta vigile e sveglia nella stanza
urlando: “Apritemi! Fatemi uscire!” […].
Sono
trascorsi molti anni da quel giorno, non ho mai avuto il coraggio di
parlarne se non durante sette anni di sedute psicologiche, nel
tentativo di rielaborare quell’accaduto e di cercare di capire dove
fosse la mia colpa, o la mia non colpa, per cercare di farmene una
ragione […]. Ci sono delle sere in cui faccio molta fatica a
spegnere la luce sul comodino, vengo assalita dall’angoscia, dal
ricordo che mi fa rivivere quelle urla, quella solitudine, quello
smarrimento.
(D.S.
Dell’Aquila, A. Esposito, Eppure
non è un’arte. Il male banale della contenzione,
in
https://napolimonitor.it/eppure-non-e-unarte-il-male-banale-della-contenzione/)
In
questo momento è meglio non vederlo, perché la presenza di un
familiare potrebbe agitarlo. Sta riposando serenamente.
(Un
medico dell'ospedale di Vallo della Lucania alla nipote di Francesco
Mastrogiovanni, qualche ora prima della sua morte dopo 87 ore legato
a un letto di contenzione. In
https://www.radio24.ilsole24ore.com/podcast-originali/come-una-marea-il-caso-franco-mastrogiovanni/podcast/2-riposa-serenamente-120000-2381915422541404).
Se
penso a quello
che
mi è successo
a
febbraio
mi
spavento:
legato
lì nel letto
passavano
le ore,
"infermiere"
urlavo.
Nessuno
ad ascoltarmi
Immersi
nella loro angoscia.
La
mia voce si confondeva con le altre.
(Elio
Pitzalis, In
bilico. Poesie sulla salute mentale,
Bre' Edizioni, Treviso, 2022, p. 59).
«È
per il suo bene». «Cosa si dovrebbe fare quando ti alzano le mani,
quando sono violenti anche contro loro stesse»… È facile
ritrovare testimonianze sulla necessità della contenzione in ambito
psichiatrico. La rete, supportata da una prospera letteratura
scientifica, mette a disposizione una ricca messe di “linee guida”
accanto a narrazioni di infermiere, medici, addette ai lavori che
raccontano, con dovizia di particolari, la necessità dell’atto
contenitivo, addirittura l’arte del legare bene. Un po’ più
difficile è trovare riscontri attendibili sull’inferno della
contenzione, su cosa si prova in prima persona quando sei impedito
nella possibilità di compiere anche il più piccolo movimento.
Contenere
meccanicamente una persona significa legarla mani, piedi e torace a
un letto con cinghie di contenzione. Dopo più di 20 anni di storie e
di testimonianze atroci raccontate in prima persona al nostro
telefono e allo sportello d’ascolto, la nostra scelta è allora
quella di prendere posizione. Stiamo imprescindibilmente dalla parte
di chi è legato, di chi è violentata, di chi subisce contro la sua
volontà l’imposizione crudele della contenzione meccanica.
Ascoltiamo la loro sofferenza e per quanto possibile divulghiamo le
loro narrazioni. E stiamo dalla loro parte nell’unica maniera
possibile: lottando con ogni mezzo necessario per la fine di questa
pratica inumana, degradante e infame.
Come
collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
più
di un anno fa abbiamo dunque lanciato la campagna "Date i
numeri". L’intento era quello di ottenere la divulgazione dei
numeri, ovvero delle statistiche riguardanti la contenzione meccanica
in Toscana. Convinte come siamo che solamente partendo dalla
cognizione della quantità
ci
possa essere una coscienza della necessità di un superamento della
pratica contenitiva abbiamo, contestualmente e in maniera ufficiale,
inoltrato agli uffici competenti della Regione Toscana una richiesta
di accesso civico generalizzato agli atti. Quanto si lega e si rilega
nei reparti psichiatrici? Per quante ore? O giorni? O settimane?
Quante persone vengono legate? Quanti adolescenti? Quante bambine e
bambini?
Non
chiedevamo la luna.
La
diffusione dei dati è un atto dovuto. C’è un intero decreto
legislativo (n. 33/2013 aggiornato al D. Lgs 97/2016) che garantisce
la tutela dell’accesso civico agli atti con obblighi di pubblicità,
trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni.
In
realtà, le Regioni avrebbero dovuto pensarci da sole. Almeno dal
2010 conferenze, atti, documenti, raccomandazioni elaborate da Stato,
Regione e Province avevano cominciato a recepire, almeno sulla
carta, le prese di posizione internazionali
volte
al monitoraggio e alla raccolta di dati finalizzati al superamento
della contenzione meccanica. Più recentemente (aprile 2022)
un’Intesa Stato-Regioni si era posta l’obiettivo di superare la
contenzione meccanica entro il 2023, e aveva stanziato 60 milioni di
euro destinati, tra l’altro, a «conoscere
e monitorare la contenzione».
Paradossalmente una parte di quei soldi, secondo le cronache più
aggiornate, è stata utilizzata per l’acquisto di apparecchiature
per applicare le terapie elettroconvulsive (leggi elettroshock), per
implementare il numero di posti letto nelle strutture chiuse e per la
formazione del personale addetto, ovvero per insegnare la contenzione
agli operatori.
Su
20 regioni solamente 12 hanno fornito i dati in maniera spesso
incompleta in occasione di un monitoraggio indipendente del 2024,
l’unico tentativo a nostra conoscenza di un accesso ai dati di
questo tipo, generalizzato e diffuso a tutte le Regioni italiane. Le
restanti 8, tra le quali la Toscana, hanno letteralmente fatto finta
di niente. La maggior parte delle Regioni, che avrebbero l’obbligo
di dare seguito alle Intese, di fatto sono state inadempienti a
fornire i numeri e ancora di più a garantire il completo superamento
della contenzione. Tanto che nel 2025 una nuova Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome ha
stipulato un nuovo accordo volto a rafforzare le attività di
monitoraggio e a promuovere strategie di prevenzione della
contenzione e «dei
comportamenti violenti nei luoghi di cura»,
con riferimento prevalente proprio agli SPDC.
Nel
frattempo…
Nell’attesa
dell’applicazione di intese accordi patti e convenzioni, firmate
sottoscritte e mai adottate, intanto negli SPDC si continua a
spargere terrore, a produrre traumi indelebili, in alcuni casi a
morire sotto contenzione meccanica.
In
questo contesto degradante e mortifero riteniamo la nostra campagna
“Date i numeri” urgente e necessaria. Solamente le statistiche,
l’andamento storico, il confronto tra le tabelle possono dare
l’idea della diffusione, del livello di inadempienza, della
colpevole indifferenza degli addetti ai lavori a qualsiasi livello.
Solo una denuncia pubblica fondata su dati certi e non solamente
sulle narrazioni e sulle percezioni può individuare responsabilità
e produrre un cambiamento, culturale e reale, che porti
all’abolizione totale della contenzione.
L’ha
capito bene la Regione Toscana, che ad oggi sta facendo di tutto per
negare quell’informazione cruciale e dovuta.
L’Intesa
Stato-Regioni dell’aprile 2022 era stata recepita dalla Regione
Toscana con il DGR 1338/2022, il quale impegnava l’amministrazione
a trasmettere al Ministero della Salute, entro il luglio 2023, una
«relazione
illustrativa delle attività messe in atto e la scheda dei risultati
raggiunti».
E con un ulteriore, importantissimo, decreto, il 24674/2022, la
Regione Toscana disponeva «l'implementazione
dei percorsi per il superamento della contenzione meccanica»,
la liquidazione del 50% delle risorse alle Aziende USL solo a seguito
della presentazione della "Relazione illustrativa e della scheda
dei risultati raggiunti" entro il 7 luglio 2023, e lo «sviluppo
di un sistema informativo sempre aggiornato di monitoraggio».
Eppure…
Subito
dopo l’avvio della nostra campagna “Date i numeri” nel marzo
2025, forti di questi riferimenti legislativi, abbiamo inoltrato una
richiesta a norma di legge, precisa e circostanziata, alla Regione
Toscana: abbiamo chiesto di accedere agli atti per avere informazioni
sui progetti regionali
volti
al rafforzamento dei Dipartimenti di Salute Mentale e al superamento
della contenzione meccanica, e per essere messe al corrente delle
statistiche riguardanti i
dati numerici sulle contenzioni meccaniche
disposte
negli SPDC regionali negli anni 2021, 2022 e 2023, con indicazione
dell'età, della durata e del nome dell'SPDC/Ospedale.
Contestualmente abbiamo richiesto i
dati numerici sulle contenzioni meccaniche disposte nei reparti di
Neuropsichiatria Infantile
degli
ospedali regionali negli anni 2021, 2022, 2023, 2024, con indicazione
delle età (e possibilmente del sesso) dei minori contenuti, della
durata della contenzione e delle modalità di monitoraggio.
La
Regione Toscana, in un chiarissimo tentativo di bypassare il suo
ruolo specifico, ci ha risposto rimandando le nostre istanze
direttamente alle singole Aziende Sanitarie, in quanto titolari del
trattamento dei dati.
Con
molta pazienza, abbiamo provato a reiterare le richieste senza
ottenere le risposte desiderate e legittime. Prima di cedere e
inoltrare lo stesso quesito alle tre ASL toscane.
Tra
queste, ci
hanno risposto solamente (e assai parzialmente) l’ASL Toscana
Centro e l’ASL Toscana Nord-Ovest.
L'ASL
Toscana Sud-Est, ad oggi, non si è ancora degnata di rispondere.
Continueremo
a inoltrare le nostre istanze per ottenere tutti i dati richiesti.
Ma
nel frattempo abbiamo comunque scelto di rendere pubblici i
pochissimi dati ottenuti, proprio perché, pur nella loro parzialità,
rappresentano l’ammissione di un fallimento, della fine di un
raggiro retorico che finora aveva ammantato di belle parole quello
che è nei fatti un ricorso massiccio, indiscriminato e in aumento
esponenziale (altro che “no-restraint”, altro che “superamento
della contenzione”) di questa pratica lesiva, degradante e
mortifera.
Che
anche qui in Toscana a volte può sfociare nel peggiore degli esiti.
Come nel caso, tanto per fare un solo esempio, di Guglielmo Antonio
Grassi, fotografo e scrittore, morto dopo più di sette giorni di
contenzione nel reparto di SPDC - Servizio Psichiatrico di Diagnosi e
Cura di Livorno nel 2021, la cui storia continua a essere avvolta da
una coltre di silenzio.
DATI
ASL TOSCANA NORD-OVEST
I
dati che abbiamo ottenuto sono scioccanti e smentiscono
clamorosamente le rassicurazioni ufficiali della Regione. Ecco i
punti chiave del nostro resoconto.
In
soli quattro anni, le contenzioni negli SPDC sono quasi
quadruplicate:
2021:
37 casi
2022:
42 casi (+13,5%
rispetto al 2021)
2023:
74 casi (+76,2%
rispetto al 2022)
2024:
132 casi (+78,4%
rispetto al 2023)
In
totale, 285 casi di contenzione. Dal 2021 al 2024 l’aumento,
esponenziale, è del 256,7%.
Cosa
manca ancora.
La
ASL Toscana Nord-Ovest ci ha comunicato di essere in possesso dei
soli dati “aggregati”, corrispondenti al mero totale annuo. Non
ha potuto (o voluto) fornire il dettaglio della durata di ogni
singola contenzione in ore o giorni. Si tratta di un dato
fondamentale per dedurre la gravità del trattamento subito dai
pazienti: all’aumento della durata corrisponde un aumento della
sofferenza e della relativa incapacità di trovare un’alternativa
sostenibile.
Non
è dato sapere a quali ospedali afferiscono le contenzioni
registrate. Non si possono individuare quali sono i reparti specifici
che abusano più frequentemente di questa pratica. Alla domanda
specifica sul numero di contenzioni nei reparti di Neuropsichiatria
Infantile, l'ASL Nord-Ovest, così come l'ASL Toscana Centro, hanno
risposto semplicemente di non avere reparti dedicati ai minori e
quindi di non avere dati. Non forniscono ulteriori informazioni sulle
strutture in cui sarebbero ricoverate le persone con meno di 18 anni
all’interno delle due zone.
DATI
ASL TOSCANA CENTRO
La
ASL Toscana Centro ha fornito dati leggermente più accurati,
comprendenti il riferimento alle singole strutture territoriali.
SPDC
|
2021
|
2022
|
2023
|
2024
|
Empoli
|
11
|
11
|
10
|
7
|
Pescia
|
0
|
0
|
0
|
0
|
Prato
|
4
|
3
|
3
|
1
|
Oblate
Firenze
|
11
|
11
|
15
|
17
|
Santa
Maria Nuova
Firenze
|
11
|
20
|
5
|
32
|
Pistoia
|
1
|
8
|
8
|
4
|
S.
S. Annunziata
Bagno
a Ripoli
|
3
|
5
|
2
|
7
|
Mugello
|
0
|
0
|
0
|
0
|
S.
Giovanni di Dio
Scandicci
|
19
|
24
|
14
|
6
|
Totale
per anno
|
60
|
82
|
67
|
84
|
Totale
|
293
|
Veniamo
a sapere dunque che all’interno dell' SPDC dell’ospedale Santa
Maria Nuova il numero delle contenzioni è letteralmente esploso,
passando da 5 nel 2023 a ben 32 nel 2024. È un aumento del 540% in
un solo anno. Cosa sta succedendo in quel reparto? Se l’obiettivo è
la riduzione delle contenzioni, perché non si conosce alcun tipo di
intervento in questo senso?
Anche
qui i dati sono parziali, troppo parziali, reticenti, per un’analisi
che riesca maggiormente a entrare nel merito. Anche l’ASL Toscana
Centro comunica il numero totale delle persone contenute, ma non è
dato conoscere tutti gli altri dati fondamentali per costruire un
quadro più accurato e veritiero. Chi pratica la contenzione dovrebbe
documentare e rendere pubblico, tramite un apposito registro, ogni
singola ora di contenzione. Ma anche in questa parzialità rimane il
fatto che il trend, anche se in misura più contenuta rispetto alla
ASL Nord-Ovest, non risulta assolutamente in diminuzione né nella
maggior parte dei singoli SPDC né come numeri totali.
Proprio
mentre come Collettivo Artaud portavamo avanti con fatica la diatriba
con Regione e Aziende toscane per ottenere i dati, dalla Regione è
arrivata l’informativa di un ennesimo atto infarcito di buoni
propositi: la Giunta ha approvato l’ennesima delibera (n. 400 del
30 marzo 2026), «passo avanti importante per la tutela dei diritti e
della dignità delle persone», come ha chiosato l’assessora al
diritto alla salute. Di fatto, con l’accoglimento delle Linee di
indirizzo nazionali, la Regione si è, per l’ennesima volta,
impegnata a istituire «un gruppo di lavoro regionale dedicato al
monitoraggio e all’implementazione delle azioni previste».
Il
millantato superamento della contenzione in Toscana è, per ora, solo
uno slogan sulla carta. Di fatto, lettera morta.
I
pochi dati che siamo riuscite a strappare ci dicono che nella realtà
dei reparti, al contrario, la pratica della contenzione meccanica sta
crescendo a ritmi vertiginosi. In questa situazione la reticenza a
fornire i dati assume le caratteristiche di una vera e propria
omertà.
La
nostra battaglia per un vero superamento della pratica lesiva,
degradante, mortifera e infame della contenzione non è ancora
conclusa.
Collettivo
Antipsichiatrico Antonin Artaud
Collettivo
Antipsichiatrico Antonin Artaud
via
San Lorenzo 38, 56100 Pisa
collettivoartaud@proton.me
3357002669