A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

giovedì 8 ottobre 2026

COMUNICATO COLLETTIVO - 10 OTTOBRE - GIORNATA della "salute mentale " di PROTESTA

 

COMUNICATO COLLETTIVO - 10 OTTOBRE -  GIORNATA della "salute mentale " di PROTESTA

Il pianto dell’impiccato

Apro gli occhi e mi guardo intorno.

L’ospedale mi dà il buongiorno.

Otto camici bianchi mi fissano e mi osservano

mentre il collo rosso si avvicina

con una siringa;

penso “sono legata e ora mi bucano”.

(Poesia di Jaqueline Mezzalana)

Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale della salute mentale. Con questa protesta si vuole mettere in chiaro che chi organizza e presenta questi eventi fa finta di non vedere il vero volto della psichiatria: contenzioni chimiche e meccaniche, TSO, Trattamenti Sanitari Volontari che si rivelano obbligatori, false diagnosi, ritorno dell’elettroshock, depot e amministratori di sostegno; tutti strumenti che annientano e sopprimono chiunque ha la sfortuna di finire nelle grinfie delle istituzionipsichiatriche (SPDC, REMS, ATSM, comunità terapeutiche, Centri e Dipartimenti di Salute Mentale…).

Durante questa giornata si svolgono numerose iniziative condotte dalle istituzioni. Lo scopo di queste iniziative è quello di sensibilizzare sui problemi che riguardano il concetto di salute mentale in tutte le sue sfaccettature, promuovere e apportare “miglioramenti” sull’assistenza sanitaria in ambito psichiatrico, “valorizzazione” dei “pazienti” come noi, che viviamo il “disagio psichico”.

Coloro che promuovono questa ricorrenza travisano o omettono tutto ciò che attraversa una persona psichiatrizzata: suicidi, abuso di psicofarmaci, gesti autolesionistici, conseguenze da scariche elettroconvulsive, decessi durante dei tentativi di TSO o causati dalle contenzioni e dalla negligenza del personale infermieristico-medico-sanitario.

Di quale “valorizzazione” del soggetto psichiatrizzato stiamo parlando?

Che cosa vuol dire “guarire”?

Come ci poniamo davanti alla divisione mente-corpo?

Riconosciamo l’ineluttabile drammaticità dell’individualismo economico contemporaneo che ha posto le fondamenta del capitalismo neoliberista: “Non c’è alternativa, questa è l’alternativa” (M. Thatcher). Da qui la pericolosa costruzione del concetto che non siamo più comunità, ma persone singole. E che quindi tutti i problemi e tutte le soluzioni non si agiscono in supporto della collettività, ma su una contro tutti. Il manuale diagnostico statistico della psichiatria -il DSM- nel corso delle sue varie edizioni è riuscito a produrre diagnosi per ogni manifestazione di malessere o di tipicità degli individui, medicalizzando di fatto ogni aspetto delle espressioni e dei comportamenti non conformi alla società capitalistica. Con l’introduzione dell’ultima versione del DSM si è registrato il maggiore aumento di diagnosi psichiatriche e prescrizioni di psicofarmaci nell’infanzia e nell’adolescenza.

La psichiatria da sempre reprime e assoggetta le donne e le persone non conformi dal punto di vista del genere per conto del patriarcato capitalista, violentandone l’intelletto, la vitalità e la sessualità attraverso istituzionalizzazione, elettroshock e farmaci imposti. La diagnosi misogina di isteria (ma anche la psichiatria stessa, molti dei suoi metodi e delle sue tecniche) discende direttamente dalla caccia alle streghe della prima età moderna, e sopravvive in numerose categorie del DSM, nuovo Malleus Maleficarum. Occultano le patologie invisibilizzate di cui soffriamo e le violenze che subiamo. Le sopravvissute a stupri e violenza domestica costituiscono la maggior parte delle psichiatrizzate e le minorenni di genere femminile (dati UK 2021) costituiscono la maggioranza delle ricoverate sottoposte alla tortura della contenzione meccanica e chimica. La psichiatria è una disciplina gestita prevalentemente dagli uomini che “curano” le donne. Due terzi delle persone sottoposte a elettroshock è di genere femminile. 

S’è trattato e si tratta ancora di togliere i corpi, di toglierci i corpi sottraendoli al dominio del nome. La follia nella psichiatria è la massima esemplificazione di dispositivi e nomi che vestono e, di contro, gesti che si svestono. Perché la follia non è per sé, è questo urto che si oppone per così dire oggettivamente al movimento della ricomprensione. Non si riposa. Non si riposa mai. Il corpo quindi è questo campo di battaglia sempre in moto anche quando vive poco, o quando muore, quando è stanco, quando gioisce, quando i tendini sono tirati e quando i muscoli sono a riposo. Il corpo è stato ed è ancora il nostro luogo del politico.

Ci raccontavano, gli infermieri del manicomio, che molti pazienti a cagione delle percosse, della vita infame che dovevano attraversare si rompevano i femori. Non un grido, non una protesta. Il silenzio. Quei corpi parevano non sentire, sicuramente non pensavano di avere il diritto a un urlo, a una bestemmia. Corpi silenziosi, silenziati. Eppure semprevivi. Questi corpi li abbiamo incontrati e abbiamo incontrato i loro figli, i loro nipoti, che siamo noi, quelli che oggi abitano sempre nel manicomiocittà, sempre noi ad essere rinchiuse dalle divise e dai camici, gli stessi di sempre.

I nomi e i luoghi sono cambiati, le funzioni sono le stesse, il tempo è trascorso, ma la storia si ripete. 

Se da una parte questa narrazione allontana e isola chi ci viene presentata come socialmente pericolosa, dall’altra allontana l’idea che ciò possa riguardare la nostra stessa vita, dividendoci e rendendoci più vulnerabili e soggetti ad un controllo sociale sempre più pesante e repressivo. 

Detenzione e psichiatrizzazione sono le due facce di una stessa medaglia, quella repressiva, che nelle strutture detentive come carceri e CPR si fondono e si rafforzano reciprocamente, con confini sempre meno netti. L’obiettivo è quello di portare il carcere nel manicomio e il manicomio nel carcere.Ne sono esemplificativi anche i progetti “umanitari” per la “salute mentale” di enti occidentali e israeliani in Palestina.

All’interno del sistema carcerario e dei CPR appare esplicito il ruolo di repressione e controllo della psichiatria, dove l’uso del TSO e la somministrazione massiccia di psicofarmaci affianca sistematicamente il manganello nella gestione delle persone detenute. Lo scopo di questa protesta è quello di evidenziare ciò che sicuramente uno psichiatra e chiunque sia il relatore di uno di questi eventi che celebrano la Giornata della salute mentale, non menzionerà, ciò che è veramente la psichiatria. La follia governata in questi tempi continua a essere sottratta alla vita!

“Fare della malattia un’arma. Noi, i pazienti -che saresti tu, e tu e tutti!- non soffriamo per la malattia, ma per il capitalismo gestito dai medici e la sua norma. Create collettivi di pazienti invece di lasciarvi ingannare dal feticcio nazista Heil-Salute. Malattie unitevi!"

(SPK/PF Collettivo socialista dei pazienti / Fronte dei pazienti)

Scritto e firmato da 

Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici, 

Collepsikattiv3 (Genova), 

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud (Pisa), 

con il supporto di altre realtà, persone psichiatrizzate e alleate da tutta Italia.

appp.altervista.org

assembleappp@proton.me

martedì 6 ottobre 2026

SABATO 10/10 GIORNATA" della salute mentale" di PROTESTA: link per ascoltare intervista a Radio OndaRossa

https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/10/giornata-della-salute-mentale-protesta

Questo è il link per ascoltare l'intervista su Radio OndaRossa fatta per lanciare sabato 10 ottobre la

GIORNATA " DELLA SALUTE MENTALE" di PROTESTA

 L’Assemblea Permanente dei Pazienti Psichiatrici un mese fa ha proposto a tutte le realtà di pazienti o loro alleate sul territorio italiano, di organizzare per la giornata del 10 ottobre una manifestazione, per una Giornata della “salute mentale” non di festa, ma di protesta.

Diverse persone singole e realtà italiane impegnate nella lotta alla violenza psichiatrica si sono unite nel costruire questa giornata.

La protesta è confermata e consisterà in un’azione di volantinaggio, a Roma.

Luogo e orario verranno condivisi solo all’interno delle realtà coinvolte, in privato e su richiesta tra persone compagne.

Entro la giornata di mercoledì 7 ottobre, ultima riunione prima della protesta, verranno concordati il documento collettivo e il volantino, scritti insieme a tutte le realtà. Verranno lanciati online e diffusi giovedì 8 ottobre!

Per seguire tutti gli aggiornamenti: https://appp.altervista.org/una-giornata-della-salute-mentale-di-protes…

contatti mail:

Assemblea Permanente Pazienti Psichiatrici: assembleappp@proton.me

 

lunedì 5 ottobre 2026

TORINO venerdì 9 ottobre presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Radio BLACKOUT

 L'incontro di sabato 10/10 è ANNULLATO. Saremo a presentare PAZZI DA MORIRE a Torino venerdì 9 ottobre alle ore 18 a Radio BlackOut insieme a Contrattakko


TORINO venerdì 9 ottobre c/o Radio BLACKOUT in via Cecchi 21/a alle ore 18 

Contrattakko e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud 

presentano il libro: PAZZI DA MORIRELe storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud 

edizioni Sensibili Alle Foglie

a seguire chiacchiere e musichette

venerdì 2 ottobre 2026

TORINO: sabato 10/10 presentazione PAZZI DA MORIRE c/o ISOLA di ARRAN

 

TORINO SABATO 10 OTTOBRE c/o ISOLA di ARRAN Lungo Dora Firenze 33B

alle ore 18 presentazione del libro:

PAZZI DA MORIRE

Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

edizioni Sensibili Alle Foglie


giovedì 1 ottobre 2026

TORINO. venerdì 9/10 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Radio BLACKOUT

TORINO venerdì 9 ottobre c/o Radio BLACKOUT in via Cecchi 21/a alle ore 18

Contrattakko e il Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

presentano il libro:

PAZZI DA MORIRE

Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud edizioni Sensibili Alle Foglie

a seguire chiacchiere e musichette

mercoledì 30 settembre 2026

PROGRAMMA PRESENTAZIONI a OTTOBRE del libro: “PAZZI DA MORIRE"

 PRESENTAZIONI a OTTOBRE del libro: “PAZZI DA MORIRE. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria” a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud:

- DOMENICA 4 a ROMA c/o CSOA INTIFADA in via di Casal Bruciato 15 durante la GIORNATA del 36° INCONTRO ANNUALE di SENSIBILI ALLE FOGLI

- VENERDì 9 a TORINO c/o Radio BLACKOUT in via Cecchi 21/a ore 18 insieme a Contrattakko

- SABATO 10 a TORINO c/o ISOLA di ARRAN Lungo Dora Firenze 33B ore 18

- VENERDì 23 a CESENA c/o Spazio libertario SOLEeBALENO Via Sobborgo Eugenio Valzania 27 ore 21

- SABATO 24 a FAENZA c/o Circolo Arci PROMETEO vicolo Pasolini 6 ore 16

domenica 27 settembre 2026

ROMA: domenica 4/10 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o INCONTRO ANNUALE di Sensibili alle foglie

nell’ambito della GIORNATA del 36° INCONTRO ANNUALE di SENSIBILI ALLE FOGLIE
DOMENICA 4 OTTOBRE a ROMA c/o CSOA INTIFADA in via di Casal Bruciato 15 alle ore 14:50 presentazione del libro
"PAZZI DA MORIRE
Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria" a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

 

giovedì 24 settembre 2026

AGGIORNAMENTO CAMPAGNA "DATE I NUMERI! " Per un reale superamento della contenzione meccanica. A partire dalla Regione Toscana

DATE I NUMERI!

Per un reale superamento della contenzione meccanica. A partire dalla Regione Toscana

[…] Dopo un brevissimo, direi quasi inutile, colloquio con il medico di turno, uscii dalla stanza convinta di dover firmare o compilare la documentazione per rimanere in reparto. A quel punto, invece, quattro persone, quattro infermieri, mi hanno presa da dietro. Io mi sono accasciata sul pavimento, mi sono chiesta: “Cosa sta succedendo?”. Ero impaurita, smarrita […]. Non mi hanno detto niente e, di peso, mi hanno trasportato in una stanza. C’era un solo letto, c’era penombra, buio. Mi hanno distesa su questo letto e legata mani e piedi. Hanno chiuso la porta a chiave e sono andati via. […] Non ricordo quanto tempo sono rimasta vigile e sveglia nella stanza urlando: “Apritemi! Fatemi uscire!” […].

Sono trascorsi molti anni da quel giorno, non ho mai avuto il coraggio di parlarne se non durante sette anni di sedute psicologiche, nel tentativo di rielaborare quell’accaduto e di cercare di capire dove fosse la mia colpa, o la mia non colpa, per cercare di farmene una ragione […]. Ci sono delle sere in cui faccio molta fatica a spegnere la luce sul comodino, vengo assalita dall’angoscia, dal ricordo che mi fa rivivere quelle urla, quella solitudine, quello smarrimento.

(D.S. Dell’Aquila, A. Esposito, Eppure non è un’arte. Il male banale della contenzione, in https://napolimonitor.it/eppure-non-e-unarte-il-male-banale-della-contenzione/)

In questo momento è meglio non vederlo, perché la presenza di un familiare potrebbe agitarlo. Sta riposando serenamente.

(Un medico dell'ospedale di Vallo della Lucania alla nipote di Francesco Mastrogiovanni, qualche ora prima della sua morte dopo 87 ore legato a un letto di contenzione. In https://www.radio24.ilsole24ore.com/podcast-originali/come-una-marea-il-caso-franco-mastrogiovanni/podcast/2-riposa-serenamente-120000-2381915422541404).

Se penso a quello

che mi è successo

a febbraio

mi spavento:

legato lì nel letto

passavano le ore,

"infermiere" urlavo.

Nessuno ad ascoltarmi

Immersi nella loro angoscia.

La mia voce si confondeva con le altre.

(Elio Pitzalis, In bilico. Poesie sulla salute mentale, Bre' Edizioni, Treviso, 2022, p. 59).

«È per il suo bene». «Cosa si dovrebbe fare quando ti alzano le mani, quando sono violenti anche contro loro stesse»… È facile ritrovare testimonianze sulla necessità della contenzione in ambito psichiatrico. La rete, supportata da una prospera letteratura scientifica, mette a disposizione una ricca messe di “linee guida” accanto a narrazioni di infermiere, medici, addette ai lavori che raccontano, con dovizia di particolari, la necessità dell’atto contenitivo, addirittura l’arte del legare bene. Un po’ più difficile è trovare riscontri attendibili sull’inferno della contenzione, su cosa si prova in prima persona quando sei impedito nella possibilità di compiere anche il più piccolo movimento.

Contenere meccanicamente una persona significa legarla mani, piedi e torace a un letto con cinghie di contenzione. Dopo più di 20 anni di storie e di testimonianze atroci raccontate in prima persona al nostro telefono e allo sportello d’ascolto, la nostra scelta è allora quella di prendere posizione. Stiamo imprescindibilmente dalla parte di chi è legato, di chi è violentata, di chi subisce contro la sua volontà l’imposizione crudele della contenzione meccanica. Ascoltiamo la loro sofferenza e per quanto possibile divulghiamo le loro narrazioni. E stiamo dalla loro parte nell’unica maniera possibile: lottando con ogni mezzo necessario per la fine di questa pratica inumana, degradante e infame.

Come collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud più di un anno fa abbiamo dunque lanciato la campagna "Date i numeri". L’intento era quello di ottenere la divulgazione dei numeri, ovvero delle statistiche riguardanti la contenzione meccanica in Toscana. Convinte come siamo che solamente partendo dalla cognizione della quantità ci possa essere una coscienza della necessità di un superamento della pratica contenitiva abbiamo, contestualmente e in maniera ufficiale, inoltrato agli uffici competenti della Regione Toscana una richiesta di accesso civico generalizzato agli atti. Quanto si lega e si rilega nei reparti psichiatrici? Per quante ore? O giorni? O settimane? Quante persone vengono legate? Quanti adolescenti? Quante bambine e bambini?

Non chiedevamo la luna.

La diffusione dei dati è un atto dovuto. C’è un intero decreto legislativo (n. 33/2013 aggiornato al D. Lgs 97/2016) che garantisce la tutela dell’accesso civico agli atti con obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.

In realtà, le Regioni avrebbero dovuto pensarci da sole. Almeno dal 2010 conferenze, atti, documenti, raccomandazioni elaborate da Stato, Regione e Province avevano cominciato  a recepire, almeno sulla carta, le prese di posizione internazionali volte al monitoraggio e alla raccolta di dati finalizzati al superamento della contenzione meccanica. Più recentemente (aprile 2022) un’Intesa Stato-Regioni si era posta l’obiettivo di superare la contenzione meccanica entro il 2023, e aveva stanziato 60 milioni di euro destinati, tra l’altro, a «conoscere e monitorare la contenzione». Paradossalmente una parte di quei soldi, secondo le cronache più aggiornate, è stata utilizzata per l’acquisto di apparecchiature per applicare le terapie elettroconvulsive (leggi elettroshock), per implementare il numero di posti letto nelle strutture chiuse e per la formazione del personale addetto, ovvero per insegnare la contenzione agli operatori.

Su 20 regioni solamente 12 hanno fornito i dati in maniera spesso incompleta in occasione di un monitoraggio indipendente del 2024, l’unico tentativo a nostra conoscenza di un accesso ai dati di questo tipo, generalizzato e diffuso a tutte le Regioni italiane. Le restanti 8, tra le quali la Toscana, hanno letteralmente fatto finta di niente. La maggior parte delle Regioni, che avrebbero l’obbligo di dare seguito alle Intese, di fatto sono state inadempienti a fornire i numeri e ancora di più a garantire il completo superamento della contenzione. Tanto che nel 2025 una nuova Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome ha stipulato un nuovo accordo volto a rafforzare le attività di monitoraggio e a promuovere strategie di prevenzione della contenzione e «dei comportamenti violenti nei luoghi di cura», con riferimento prevalente proprio agli SPDC.

Nel frattempo…

Nell’attesa dell’applicazione di intese accordi patti e convenzioni, firmate sottoscritte e mai adottate, intanto negli SPDC si continua a spargere terrore, a produrre traumi indelebili, in alcuni casi a morire sotto contenzione meccanica.

In questo contesto degradante e mortifero riteniamo la nostra campagna “Date i numeri” urgente e necessaria. Solamente le statistiche, l’andamento storico, il confronto tra le tabelle possono dare l’idea della diffusione, del livello di inadempienza, della colpevole indifferenza degli addetti ai lavori a qualsiasi livello. Solo una denuncia pubblica fondata su dati certi e non solamente sulle narrazioni e sulle percezioni può individuare responsabilità e produrre un cambiamento, culturale e reale, che porti all’abolizione totale della contenzione.

L’ha capito bene la Regione Toscana, che ad oggi sta facendo di tutto per negare quell’informazione cruciale e dovuta. 

L’Intesa Stato-Regioni dell’aprile 2022 era stata recepita dalla Regione Toscana con il DGR 1338/2022, il quale impegnava l’amministrazione a trasmettere al Ministero della Salute, entro il luglio 2023, una «relazione illustrativa delle attività messe in atto e la scheda dei risultati raggiunti». E con un ulteriore, importantissimo, decreto, il 24674/2022, la Regione Toscana disponeva «l'implementazione dei percorsi per il superamento della contenzione meccanica», la liquidazione del 50% delle risorse alle Aziende USL solo a seguito della presentazione della "Relazione illustrativa e della scheda dei risultati raggiunti" entro il 7 luglio 2023, e lo «sviluppo di un sistema informativo sempre aggiornato di monitoraggio».

Eppure…

Subito dopo l’avvio della nostra campagna “Date i numeri” nel marzo 2025, forti di questi riferimenti legislativi, abbiamo inoltrato una richiesta a norma di legge, precisa e circostanziata, alla Regione Toscana: abbiamo chiesto di accedere agli atti per avere informazioni sui progetti regionali volti al rafforzamento dei Dipartimenti di Salute Mentale e al superamento della contenzione meccanica, e per essere messe al corrente delle statistiche riguardanti i dati numerici sulle contenzioni meccaniche disposte negli SPDC regionali negli anni 2021, 2022 e 2023, con indicazione dell'età, della durata e del nome dell'SPDC/Ospedale. Contestualmente abbiamo richiesto i dati numerici sulle contenzioni meccaniche disposte nei reparti di Neuropsichiatria Infantile degli ospedali regionali negli anni 2021, 2022, 2023, 2024, con indicazione delle età (e possibilmente del sesso) dei minori contenuti, della durata della contenzione e delle modalità di monitoraggio.

La Regione Toscana, in un chiarissimo tentativo di bypassare il suo ruolo specifico, ci ha risposto rimandando le nostre istanze direttamente alle singole Aziende Sanitarie, in quanto titolari del trattamento dei dati.

Con molta pazienza, abbiamo provato a reiterare le richieste senza ottenere le risposte desiderate e legittime. Prima di cedere e inoltrare lo stesso quesito alle tre ASL toscane.

Tra queste, ci hanno risposto solamente (e assai parzialmente) l’ASL Toscana Centro e l’ASL Toscana Nord-Ovest. L'ASL Toscana Sud-Est, ad oggi, non si è ancora degnata di rispondere.

Continueremo a inoltrare le nostre istanze per ottenere tutti i dati richiesti.

Ma nel frattempo abbiamo comunque scelto di rendere pubblici i pochissimi dati ottenuti, proprio perché, pur nella loro parzialità, rappresentano l’ammissione di un fallimento, della fine di un raggiro retorico che finora aveva ammantato di belle parole quello che è nei fatti un ricorso massiccio, indiscriminato e in aumento esponenziale (altro che “no-restraint”, altro che “superamento della contenzione”) di questa pratica lesiva, degradante e mortifera.

Che anche qui in Toscana a volte può sfociare nel peggiore degli esiti. Come nel caso, tanto per fare un solo esempio, di Guglielmo Antonio Grassi, fotografo e scrittore, morto dopo più di sette giorni di contenzione nel reparto di SPDC - Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Livorno nel 2021, la cui storia continua a essere avvolta da una coltre di silenzio.



DATI ASL TOSCANA NORD-OVEST

I dati che abbiamo ottenuto sono scioccanti e smentiscono clamorosamente le rassicurazioni ufficiali della Regione. Ecco i punti chiave del nostro resoconto.

In soli quattro anni, le contenzioni negli SPDC sono quasi quadruplicate:

  • 2021: 37 casi

  • 2022: 42 casi (+13,5% rispetto al 2021)

  • 2023: 74 casi (+76,2% rispetto al 2022)

  • 2024: 132 casi (+78,4% rispetto al 2023)

In totale, 285 casi di contenzione. Dal 2021 al 2024 l’aumento, esponenziale, è del 256,7%.

Cosa manca ancora.

La ASL Toscana Nord-Ovest ci ha comunicato di essere in possesso dei soli dati “aggregati”, corrispondenti al mero totale annuo. Non ha potuto (o voluto) fornire il dettaglio della durata di ogni singola contenzione in ore o giorni. Si tratta di un dato fondamentale per dedurre la gravità del trattamento subito dai pazienti: all’aumento della durata corrisponde un aumento della sofferenza e della relativa incapacità di trovare un’alternativa sostenibile.

Non è dato sapere a quali ospedali afferiscono le contenzioni registrate. Non si possono individuare quali sono i reparti specifici che abusano più frequentemente di questa pratica. Alla domanda specifica sul numero di contenzioni nei reparti di Neuropsichiatria Infantile, l'ASL Nord-Ovest, così come l'ASL Toscana Centro, hanno risposto semplicemente di non avere reparti dedicati ai minori e quindi di non avere dati. Non forniscono ulteriori informazioni sulle strutture in cui sarebbero ricoverate le persone con meno di 18 anni all’interno delle due zone.

DATI ASL TOSCANA CENTRO

La ASL Toscana Centro ha fornito dati leggermente più accurati, comprendenti il riferimento alle singole strutture territoriali.


SPDC

 

 

2021

2022

2023

2024

Empoli

11

11

10

7

 

Pescia

0

0

0

0

Prato

4

3

3

1

Oblate Firenze

11

11

15

17

Santa Maria Nuova

Firenze

11

20

5

32

Pistoia

1

8

8

4

S. S. Annunziata

Bagno a Ripoli

3

5

2

7

Mugello

0

0

0

0

S. Giovanni di Dio

Scandicci

19

24

14

6

Totale per anno

60

82

67

84

Totale

293


Veniamo a sapere dunque che all’interno dell' SPDC dell’ospedale Santa Maria Nuova il numero delle contenzioni è letteralmente esploso, passando da 5 nel 2023 a ben 32 nel 2024. È un aumento del 540% in un solo anno. Cosa sta succedendo in quel reparto? Se l’obiettivo è la riduzione delle contenzioni, perché non si conosce alcun tipo di intervento in questo senso?

Anche qui i dati sono parziali, troppo parziali, reticenti, per un’analisi che riesca maggiormente a entrare nel merito. Anche l’ASL Toscana Centro comunica il numero totale delle persone contenute, ma non è dato conoscere tutti gli altri dati fondamentali per costruire un quadro più accurato e veritiero. Chi pratica la contenzione dovrebbe documentare e rendere pubblico, tramite un apposito registro, ogni singola ora di contenzione. Ma anche in questa parzialità rimane il fatto che il trend, anche se in misura più contenuta rispetto alla ASL Nord-Ovest, non risulta assolutamente in diminuzione né nella maggior parte dei singoli SPDC né come numeri totali.

Proprio mentre come Collettivo Artaud portavamo avanti con fatica la diatriba con Regione e Aziende toscane per ottenere i dati, dalla Regione è arrivata l’informativa di un ennesimo atto infarcito di buoni propositi: la Giunta ha approvato l’ennesima delibera (n. 400 del 30 marzo 2026), «passo avanti importante per la tutela dei diritti e della dignità delle persone», come ha chiosato l’assessora al diritto alla salute. Di fatto, con l’accoglimento delle Linee di indirizzo nazionali, la Regione si è, per l’ennesima volta, impegnata a istituire «un gruppo di lavoro regionale dedicato al monitoraggio e all’implementazione delle azioni previste».

Il millantato superamento della contenzione in Toscana è, per ora, solo uno slogan sulla carta. Di fatto, lettera morta.

I pochi dati che siamo riuscite a strappare ci dicono che nella realtà dei reparti, al contrario, la pratica della contenzione meccanica sta crescendo a ritmi vertiginosi. In questa situazione la reticenza a fornire i dati assume le caratteristiche di una vera e propria omertà.

La nostra battaglia per un vero superamento della pratica lesiva, degradante, mortifera e infame della contenzione non è ancora conclusa.

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud


Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

via San Lorenzo 38, 56100 Pisa

collettivoartaud@proton.me

3357002669











lunedì 21 settembre 2026

ROMA: domenica 14/10 presentazione PAZZI DA MORIRE c/o INCONTRO ANNUALE Sensibili alle foglie

nell’ambito della GIORNATA del 36° INCONTRO ANNUALE di SENSIBILI ALLE FOGLIE

DOMENICA 4 OTTOBRE a ROMA c/o CSOA INTIFADA in via di Casal Bruciato 15

alle ore 14:50 presentazione del libro

PAZZI DA MORIRE

Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

 

Collettivo Antipsichiatrico "Antonin Artaud" Pisa - 2007 antipsichiatriapisa@inventati.org