A Pisa è nato il collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud contro gli usi ed abusi della psichiatria.
Nessuno di noi è psichiatra, psicologo o uno "specialista " della mente ma siamo tutte persone
interessate a contrastare gli effetti nefasti che questa scienza del controllo produce sull'intero corpo sociale.
Ci sembra necessario mettere in discussione le pratiche di esclusione e segregazione indirizzate
a tutti quelli che non accettano il sistema di valori imposto dalla società.
E' arrivato il momento di rompere il silenzio che permette il brutale perpetuarsi di tutte le
pratiche psichiatriche e di smascherare l'interesse economico che si cela dietro
l'invenzione di nuove malattie per promuovere la vendita di nuovi farmaci.
Ci proponiamo di fornire:
- un aiuto legale
- informazione sui farmaci e sui loro effetti
collaterali
- denunciare le violenze e gli abusi della psichiatria

Chiunque è interessato può intervenire alle nostre assemblee che si svolgano
tutti i martedì alle 21:30 c/o lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a PISA
per info : antipsichiatriapisa@inventati.org
3357002669

attivo il nuovo sito del collettivo
www.artaudpisa.noblogs.org

mercoledì 1 aprile 2026

ROVERETO: sabato 11/04 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Circolo Cabana


ROVERETO (TN) SABATO 11 APRILE c/o Circolo Culturale Cabana in via Campagnole 22 alle ore 17

il Collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud presenta:

PAZZI DA MORIRE Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria. Edizioni Sensibili alle foglie

L'iniziativa è dedicata a Matteo Tenni, ucciso da un carabiniere dopo un inseguimento il 9 aprile 2021 a Pilcante di Ala (TN).


martedì 31 marzo 2026

Il prossimo SPORTELLO D’ASCOLTO ci sarà MARTEDì 7 aprile

Vi informiamo che il prossimo SPORTELLO D’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO si terrà martedì 7 aprile 2026 allo stesso orario, dalle ore 15:30 alle 18:30, presso la nostra sede in via San Lorenzo 38 a Pisa. Per eventuali urgenze e per fissare eventuali incontri telefonateci al 335 7002669 oppure contattateci via mail a antipsichiatriapisa@inventati.org

mercoledì 25 marzo 2026

PISA: giovedì 9/04 presentazione de "Il GATTABLU" c/o S.A. Newroz

GIOVEDÌ 9 APRILE a PISA c/o S.A. NEWROZ via Garibaldi 72 alle ore 18

il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD

presenta:

IL GATTABLU

Una narrazione delle attività artistiche e sociali

del centro diurno di salute mentale di Scampia

a cura di NICOLA VALENTINO

edizioni Sensibili alle Foglie

è possibile fare a meno di maltrattamenti e violenze in psichiatria? Che cosa intendiamo per cura e benessere?

Per info:

antipsichiatriapisa@inventati.org

www.libreriapaulofreirepisa.com

mercoledì 11 marzo 2026

TESTIMONIANZA di una persona che soffre una condizione indotta da psicofarmaci riconosciuta come irreversibile

 

Riceviamo e pubblichiamo...

R. ha 53 anni e da tre anni è mezzo vive in una condizione che lei stessa definisce una "vita non vita". La sua esistenza è scandita da un movimento incessante, incontrollabile, accompagnato da un'angoscia interna costante e da una sofferenza che non conosce tregua né prospettiva di miglioramento. La diagnosi è "acatisia grave iatrogena", una condizione neurologica indotta da farmaci neurolettici, riconosciuta come irreversibile da numerosi specialisti. Quella di R. non è solo una storia di malattia ma una testimonianza che interroga il sistema sanitario, il rapporto medico–paziente e il concetto stesso di autodeterminazione.
"Non augurerei questa condizione al mio peggior nemico": così R. descrive l'acatisia, una sofferenza che va oltre il dolore fisico. È un'esperienza totalizzante, che coinvolge corpo, mente ed emozioni, "una condizione terribile, peggiore di molte malattie gravi perché non ha una fine", racconta. A differenza di patologie come il cancro o la SLA, con una prognosi riconoscibile, l'acatisia ha sintomi che non sono mortali ma condannano ad una sofferenza senza termine. La giornata di R. si svolge tra il letto e la necessità incontrollabile di muoversi: camminare, oscillare, spostarsi sul posto non è una scelta ma un imperativo neurologico. A questo si aggiunge l'anedonia: l'incapacità di provare piacere, emozioni, sentimenti. "È come essere vivi ma già morti".

Danni iatrogeni e perdita dell’identità

L'acatisia di R. porta con sé numerosi effetti collaterali: incontinenza urinaria e fecale, perdita parziale di udito e vista, secchezza delle facci, disintegrimento, caduta dei capelli. Ha inoltre subito un ictus cerebrale, con importanti conseguenze cognitive: deficit di memoria, attenzione e concentrazione. "Ho una laurea in diritto ed economia, ho sostenuto 33 esami. Oggi non ricordo nulla". La perdita di competenze, ricordi, del passato: una seconda forma di annientamento che ha portato la sua identità ad una progressiva dissoluzione.

L’inizio: da un episodio d’ansia al ricovero

Tre anni e mezzo fa R. si era rivolta alla guardia medica per un episodio d'ansia. Invece di un ascolto o di un primo intervento psicologico, si è trovata etichettata con una diagnosi di "depressione maggiore" e quindi ricoverata in reparto psichiatrico. Qui le sono stati somministrati neurolettici (aripiprazolo e aloperidolo), associati ad antidepressivi. I primi segnali di allarme sono stati immediati: blocco dell'azione, irrequietezza interna ed esterna, perdita del controllo motorio. Sintomi che non sono stati riconosciuti come effetti avversi ma sottovalutati o attribuiti ad ansia. La sospensione dei farmaci, che avrebbe dovuto essere tempestiva, è avvenuta con grave ritardo, cronicizzato la condizione.

Una patologia ignorata

L'acatisia, spiega R., è una condizione poco conosciuta, non solo dai pazienti ma anche da molti medici ed "è grave che non la conoscano nemmeno i medici di base". In più occasioni, lei e la sua famiglia si sono sentiti rispondere con leggerezza e brutalità: "Se cammina, lasci che cammini, fa bene".
Il mancato riconoscimento precoce ha avuto conseguenze irreversibili: numerosi neurologi e centri specialistici italiani hanno confermato la diagnosi di acatisia grave indotta da neurolettici, definendola cronica e irreversibile. Alcuni professionisti, con decenni di esperienza clinica, hanno dichiarato di non aver mai visto un caso di tale gravità.

Autodeterminazione e suicidio medicalmente assistito

Di fronte all'assenza di prospettive terapeutiche e ad una sofferenza ritenuta insopportabile, R. ha avviato la procedura per il suicidio medicalmente assistito. Una richiesta che però, in Italia, ha incontrato enormi ostacoli al rispetto di una commissione che non l'ha autorizzata nel suo caso. "Chi mi ha messa in queste condizioni è la stessa persona che oggi mi dice che devo vivere così", afferma, denunciando un conflitto etico, umano e istituzionale. Per R. non si tratta di rifiutare la vita ma di rifiutare una condizione che considera indegna. "Amo la vita ma non avrei mai voluto vivere una vita che non fosse degna di questo nome" e rivendica il diritto all'autodeterminazione, senza lasciare che della sua vita debba decidere (e
giudicare) una commissione di estranei che forse ha difficoltà anche solo ad immaginare una vita in queste condizioni. Motivazioni che l'hanno spinta ad andare avanti e che le hanno permesso di
trovare una struttura che, all'estero, accontenterà la sua ultima richiesta.

Un appello al sistema sanitario

Il messaggio che R. vuole lasciare non è rivolto a chi, come lei, è ormai "oltre il punto di non ritorno" ma a chi potrebbe ancora essere protetto. Il suo appello è chiaro: più psicoterapia, meno farmacologia. I farmaci, soprattutto in ambito psichiatrico, dovrebbero essere l'ultima risorsa, utilizzati con estrema cautela, per periodi limitati e sotto attento monitoraggio.
"Prima della patologia va vista la persona, va vista l'anima" ed il sistema sanitario è da denunciare se procede per protocolli, con poco tempo per l'ascolto e una tendenza eccessiva alla prescrizione farmacologica. "I farmaci non sono caramelle. Qui c'è in ballo una vita umana e la mia vita non deve essere sprecata". Nel raccontare la sua storia, R. non cerca pietà ma rispetto e riconoscimento. Vuole che la sua sofferenza possa almeno evitare che altri attraversino lo stesso percorso. Anche solo mostrando il suo corpo in movimento continuo per pochi minuti fa una domanda semplice e disarmante: "Sì può vivere così?". La risposta può essere solo un silenzio carico di consapevolezza e poi un NO. Ed è proprio per questo che la sua testimonianza merita ascolto, rispetto e responsabilità.

giovedì 5 marzo 2026

8-9 MARZO: SCIOPERO FEMMINISTA E TRANSFEMMINISTA GLOBALE. COSA SONO LA CURA e il BENESSERE per NOI? Parteciperemo agli interventi come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud


8-9 MARZO: SCIOPERO FEMMINISTA E TRANSFEMMINISTA GLOBALE. “LE NOSTRE VITE VALGONO. NOI SCIOPERIAMO!” 
L’8 e 9 marzo Non Una di Meno chiama alla mobilitazione e allo sciopero femminista e trans femminista globale. Uno sciopero politico produttivo, riproduttivo, dai consumi e dai generi che, quest’anno, si articolerà attraverso due giornate di mobilitazione: se lunedì 9 marzo sarà infatti il giorno dello sciopero vero e proprio, domenica 8 sarà una giornata di lotta e mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale.

Come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud parteciperemo LUNEDì 9 MARZO a PISA alla piazza tematica dedicata alla SALUTE. Alle ore 15:30 in piazza Vittorio Emanuele SALUTE PER TUTT3 Le nostre vite valgono! COSA SONO LA CURA E IL BENESSERE PER NOI?Come Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud parleremo di cos’è il benessere per noi, e del modo in cui viene affrontata la cura della persona nel sistema sanitario.



 

La prossima ASSEMBLEA si terrà online e lo SPORTELLO D'ASCOLTO ci sarà MARTEDì 17 marzo

 Vi informiamo che lo SPORTELLO D’ASCOLTO ANTIPSICHIATRICO previsto per martedì 10marzo 2026 non sarà effettuato. Lo SPORTELLO si terrà regolarmente martedì 17marzo 2026, allo stesso orario, dalle ore 15:30 alle 18:30 presso la nostra sede in via San Lorenzo 38 a Pisa. Per eventuali urgenze e per fissare eventuali incontri telefonateci al 335 7002669 oppure contattateci via mail a antipsichiatriapisa@inventati.org.

L’ASSEMBLEA di martedì prossimo 10 marzo si svolgerà solamente in modalità online. Chi volesse partecipare, per ricevere il link per collegarsi, può scrivere una mail a questo indirizzo antipsichiatriapisa@inventati.org oppure può telefonare al 335 7002669

Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud via San Lorenzo 38, 56100 Pisa antipsichiatriapisa@inventati.org www.artaudpisa.noblogs.org 3357002669

lunedì 2 marzo 2026

MODENA: sabato 7/03 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Spazio Sociale Libera

Nell’ambito della due giorni per ricordare la Strage del carcere Sant’Anna di Modena avvenuta l’8 marzo 2020

SABATO 7 MARZO 2026 c/o lo Spazio Sociale Libera in via del tirassegno 7 alle ore 17:15

presentazione di

PAZZI DA MORIRE. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatriaa cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

domenica 1 marzo 2026

venerdì 27 febbraio 2026

LINK per ascoltare trasmissione Ponte Radio – Voci dall’Antipsichiatria

A questo link potete ascoltare la trasmissione Ponte Radio – Voci dall’Antipsichiatria

https://radiospore.oziosi.org/blog/voci-dall-antipsichiatria


Prospettive antipsichiatriche con il contributo di Collepsikattive (Genova)

Intervengono nell'ordine:

  • Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud (Pisa)

  • Collettivo SenzaNumero (Roma)

  • Luigi Gallini

  • Assemblea Permanente Pazienti Psichiatrici


Ponte Radio è uno spazio di condivisione tra sette radio autorganizate: Radio Ondarossa, Radio Quar, Radio Wombat, Radio Eustachio, Radio Neanderthal, Radio Spore e Radio Blackout. Condotto a rotazione, Ponte Radio è ogni venerdì dalle 13 alle 15 a segnali unificati di tutte e sette le radio che lo compongono. 

venerdì 20 febbraio 2026

PISA: sabato 28/02 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o S.A. Newroz

a PISA SABATO 28/02 a partire dalle ore 17:30, al Newroz, Via Garibaldi 72 con la partecipazione di Multi-Sindacato Sociale

Presentazione del nuovo libro del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

PAZZI DA MORIRE” - le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria edizioni Sensibili alle Foglie

A seguire Apericena e Concerto con “Nothing To Lose”.

Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. Il numero stesso rende l’idea della sistematicità diffusa, del carattere strutturale, non episodico, della violenza psichiatrica. La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati che il Collettivo Artaud ha svolto restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di diverse strutture psichiatriche. Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

mercoledì 18 febbraio 2026

MODENA: 26/02 presentazione di PAZZI DA MORIRE c/o Lo Spazio Nuovo


 MODENA GIOVEDì 26 FEBBRAIO alle ore 18:30

c/o lo SPAZIO NUOVO in via IV novembre 40 B

presentazione del libro:

PAZZI DA MORIRE. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria

a cura del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

INCONTRO con la co-autrice Sara Manzoli e Alberto Mari del collettivo Artaud

Gli autori dialogheranno con gli operatori e le operatrici del progetto pronto soccorso culturale e RadioLiberamente


sabato 7 febbraio 2026

FIRENZE Sabato 14 Febbraio 2026 "DALLA PRIVATIZZAZIONE ALL'ECONOMIA DI GUERAA: QUALE DESTINO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO c/o Murate Idea Park


 FIRENZE Sabato 14 Febbraio 2026 Sala Pasquini c/o Murate Idea Park P.zza Madonna della neve, 8

Dalle ore 10:30 alle ore 17:30 CONVEGNO: “DALLA PRIVATIZZAZIONE ALL’ECONOMIA DI GUERRA:

QUALE DESTINO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO”

Temi in discussione:

Sanità pubblica vs privatizzazione - Guerra,

riarmo e conseguenze sociali - Ambiente e

salute - Lavoro, salari e diritti - Disabilità e

grave carenza dei servizi - Deriva della

psichiatria - Come organizzare la mobilitazione

Promosso dal

Coordinamento Regionale Toscano SAS

(Salute Ambiente Sanità)

FB: https://www.facebook.com/groups/crtsas

mercoledì 4 febbraio 2026

FIRENZE, sabato 14 FEBBRAIO convegno: " DALLA PRIVATIZZAZIONE ALL'ECONOMIA DI GUERRA: QUALE DESTINO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO"

 APPELLO ALLA PARTECIPAZIONE E MOBILITAZIONE

Dall’aprile 2023, il Coordinamento Regionale Toscano Salute Ambiente Sanità (SAS) riunisce comitati locali e territoriali, collettivi di lavoratori/trici, associazioni e cittadini/e mobilitati. Obiettivo: fermare lo smantellamento della sanità pubblica e la sua vendita al privato, contro le infinite liste d’attesa, le esternalizzazioni, i tagli e la precarizzazione del personale, contro la psichiatrizzazione della società e contro l’invisibilità dei disabili.  

La rete si è allargata alle lotte contro il saccheggio e l’inquinamento dei territori, l’avvelenamento di aria e acqua, il riarmo e la militarizzazione di porti, aeroporti, ferrovie e scuola, che coinvolge la sanità. Il tutto collegato alla logica del profitto. L’economia di guerra sottrae risorse alla sanità, ai servizi sociali, all’istruzione. Mentre non ci sono vincoli di bilancio per il riarmo e la guerra, si abbassano i salari reali e si è più poveri, più malati, più disabili, più sfruttati. In questa società del profitto ci vogliono tutti obbedienti, arruolati e senza prospettiva. Noi non ci stiamo.  

Costruire e fare rete, rafforzare l’azione collettiva, organizzata e solidale, non solo è necessario, ma urgente.

PER QUESTO PROMUOVIAMO IL CONVEGNO E TI INVITIAMO A PARTECIPARE

DALLA PRIVATIZZAZIONE ALL’ECONOMIA DI GUERRA: QUALE DESTINO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO”

FIRENZE, sabato 14 FEBBRAIO 2026 dalle ORE 10:30 – 17:30

Sala Pasquini c/o Murate Idea Park – P.za Madonna della Neve, 8

TEMI IN DISCUSSIONE

  • Sanità pubblica vs privatizzazione
  • Disabilità e grave carenze dei servizi
  • Ambiente e salute  
  • Lavoro, salari e diritti
  • Guerra, riarmo e conseguenze sociali
  • Come promuovere e organizzare la mobilitazione

Nel pomeriggio sono previsti interventi aperti

UN’OCCASIONE

Per condividere, per conoscere esperienze e lotte in atto

Estendere e sviluppare la rete a nuovi soggetti e realtà per coordinare le forze,

confrontarsi e unirsi su proposte all’altezza della gravità della situazione

UNENDOCI SULLE PAROLE D’ORDINE

La sanità non è una merce

Vogliamo una sanità pubblica, universale, solidale, laica adeguata ai bisogni di tutt*

Preventiva per difendere la salute prima che diventi malattia

Con più risorse per assunzioni, disabilità, tutela del territorio e servizi sociali

Nessun soldo alla militarizzazione e alla guerra

Questa è la sanità di cui c’è bisogno, una sanità come immensa risorsa

per la vita la salute del nostro paese e del pianeta

E Mail: coordinamentotoscanosas@gmail.com – https://www.facebook.com/groups/crtsas

Per contatti e informazioni: Nadia 340 8235021 – Renato 329 5923500 – Gina 333 3399718

lunedì 2 febbraio 2026

OPUSCOLO per il corso di formazione IL PARADIGMA PSICHIATRICO TRA SCUOLA E SOCIETÀ 19 FEBBRAIO - 26 MARZO 2026

 https://artaudpisa.noblogs.org/post/2026/02/02/opuscolo-per-il-corso-di-formazione-il-paradigma-psichiatrico-tra-scuola-e-societa-19-febbraio-26-marzo-2026/

A questo link trovate l'opuscolo per il corso di formazione IL PARADIGMA PSICHIATRICO TRA SCUOLA E SOCIETÀ promosso da  ACACIA - SCUOLA in collaborazione con il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD

"MEDICALIZZAZIONE, CONTROLLO E PERDITA DELLA DIMENSIONE EDUCATIVA PER RITORNARE A INSEGNARE"- CORSO DI FORMAZIONE 19 FEBBRAIO - 26 MARZO 2026

sabato 24 gennaio 2026

LINK per ascoltare l'intervista sul nuovo libro PAZZI DA MORIRE durante la trasmissione TRANSfemmINonda su Radio Sonar

 A questo link potete ascoltare l’intervista sul nostro nuovo libro, Pazzi da morire, fatta durante la trasmissione Transfemminonda di radio Sonar

https://radiosonar.net/podcast/transfemminonda-7-15-pazz%c9%99-da-morire/

È uscito il nuovo libro del collettivo Artaud PAZZI DA MORIRE. LE STORIE DELLE PERSONE DECEDUTE E I DISPOSITIVI MORTIFICANTI DELLA PSICHIATRIA edizioni Sensibili alle foglie. https://www.sensibiliallefoglie.it/pazzi-da-morire/

Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. Il numero stesso rende l’idea della sistematicità diffusa, del carattere strutturale, non episodico, della violenza psichiatrica.

La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati che il Collettivo Artaud ha svolto restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di diverse strutture psichiatriche.

Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

Il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD, nato nel 2005, si propone come gruppo sociale che, costruendo occasioni di confronto e di dialogo, vuole sostenere le persone maggiormente colpite dal pregiudizio psichiatrico. Il Collettivo si riunisce il martedì, a Pisa, con cadenza settimanale. L’impegno del collettivo consiste, innanzitutto, nell’osservazione e nell’analisi del ruolo sempre più ingombrante che la psichiatria si vede riconoscere all’interno della società, ponendo particolare attenzione alle modalità e ai meccanismi attraverso i quali essa si espande sempre più capillarmente e trasversalmente. Questo lavoro di analisi e di denuncia è accompagnato da iniziative volte alla diffusione di cultura antipsichiatrica come, ad esempio, la presentazione di libri, opere teatrali, film, video, incontri e dibattiti. Oltre a questo siamo dotati di un telefono cellulare (3357002669) dedicato alle persone che hanno la necessità di contattarci in caso di emergenza psichiatrica o semplicemente per confrontarsi, avere dei consigli o essere ascoltate. Allo stesso modo veniamo contattati da diverse persone attraverso il nostro indirizzo email (antipsichiatriapisa@inventati.orgPer le edizioni Sensibili alle foglie ha pubblicato, nel 2014, “Elettroshock. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute”.

Per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org
artaudpisa.noblogs.org

lunedì 19 gennaio 2026

L'ASSEMBLEA di domani martedì 20 gennaio si terrà SOLAMENTE online

 Vi informiamo che l’ ASSEMBLEA del Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud prevista domani martedì 20 gennaio 2026 si svolgerà solamente online alle 21:30. Per ricevere il link per collegarsi e per ulteriori informazioni telefonateci al 335 7002669 oppure contattateci via mail a antipsichiatriapisa@artaud

L’ASSEMBLEE in presenza si terranno regolarmente a partire da martedì prossimo 27 gennaio allo stesso orario 21:30 presso lo Spazio Antagonista Newroz in via Garibaldi 72 a Pisa.

sabato 17 gennaio 2026

"PAZZI DA MORIRE. Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti della psichiatria". A cura del collettivo antipsichiatrico Antonin Artaud, edizioni Sensibili alle foglie

 https://artaudpisa.noblogs.org/post/2026/01/17/pazzi-da-morire-le-storie-delle-persone-decedute-e-i-dispositivi-mortificanti-della-psichiatria-a-cura-del-collettivo-antipsichiatrico-antonin-artaud-edizioni-sensibili-alle-foglie/

A questo link trovate il libro in versione pdf da scaricare gratuitamente. Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di dive rse strutture psichiatriche. Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

Per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
3357002669 antipsichiatriapisa@inventati.org
artaudpisa.noblogs.org


venerdì 16 gennaio 2026

è stato pubblicato il nostro nuovo libro “PAZZI DA MORIRE. LE STORIE DELLE PERSONE DECEDUTE E I DISPOSITIVI MORTIFICANTI DELLA PSICHIATRIA “

È uscito il nostro nuovo libro “PAZZI DA MORIRE. LE STORIE DELLE PERSONE DECEDUTE E I DISPOSITIVI MORTIFICANTI DELLA PSICHIATRIA “ edizioni Sensibili alle foglie.

Questo libro raccoglie 106 storie di persone che hanno subìto fino alle estreme conseguenze gli abusi della psichiatria, negli ultimi due decenni, in Italia. Il numero stesso rende l’idea della sistematicità diffusa, del carattere strutturale, non episodico, della violenza psichiatrica. La paziente e dolorosa raccolta di fonti e di dati che il Collettivo Artaud ha svolto restituisce alla società l’età, il luogo, la data e la causa di morte di queste persone decedute per abusi della psichiatria all’interno di diverse strutture psichiatriche. Le singole narrazioni sono raggruppate in sei sezioni (contenzione, TSO, OPG-REMS-ATSM, psicofarmaci, incuria e imperizia, suicidi) precedute da specifiche introduzioni che illustrano criticamente le modalità, i dispositivi e le pratiche dell’abuso psichiatrico esercitato sui singoli individui, fino ad arrivare a un esito mortale.

Il COLLETTIVO ANTIPSICHIATRICO ANTONIN ARTAUD, nato nel 2005, si propone come un gruppo sociale che, costruendo occasioni di confronto e di dialogo, vuole sostenere le persone maggiormente colpite dal pregiudizio psichiatrico. Il Collettivo si riunisce tutti i martedì alle ore 21:30 presso lo Spazio Antagonista Newroz, in via Garibaldi 72, a Pisa. Per le edizioni Sensibili alle foglie ha pubblicato, nel 2014, “Elettroshock. La storia delle terapie elettroconvulsive e i racconti di chi le ha vissute”.


Per info e contatti:
Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud
via San Lorenzo 38, 56100 Pisa
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martedì 6 gennaio 2026

MORIRE DI PSICHIATRIA A LIVORNO: ennesima vittima, è la terza dal 2017

MORIRE DI PSICHIATRIA A LIVORNO

ennesima vittima, è la terza dal 2017

Apprendiamo che una donna di quarantuno anni, di cui non conosciamo l'identità, si sarebbe suicidata nel bagno del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Livorno il 27 dicembre scorso.

È successo ancora. Un'altra volta, sempre nello stesso posto. Sempre nell' SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) padiglione 10° degli Ospedali Riuniti di Livorno.

L'ASL Toscana Centro, intervenuta a posteriori con una nota diramata ai giornali, parla di un "caso sentinella": un evento cioè grave, imprevedibile, inaspettato.

Imprevedibile?

Per quello che ci è dato sapere in pochi anni si sono verificati almeno altri due casi di persone decedute dopo essere state ricoverate all'interno di quello stesso reparto.

La mattina del 14 marzo 2017 una ragazza di ventiquattro anni scappa dal reparto di psichiatria di Livorno dove era ricoverata e si toglie la vita gettandosi sotto un treno. Di lei non si conosce neanche il nome.

A comunicare la notizia della morte di Guglielmo Antonio Grassi all'inizio di aprile del 2021 è stato invece l’ex-primario in pensione di quello stesso reparto, attraverso una indignata e circostanziata lettera di denuncia alla stampa locale. Dal suo racconto si evinceva lo stato di generale decadenza del reparto di Psichiatria dell'ospedale di Livorno (sbarre alle finestre, porte chiuse, sfratto dell'Associazione degli utenti, aumento della contenzione meccanica). Grassi muore di polmonite dopo essere stato legato al letto di contenzione per più di sette giorni.

La donna deceduta nel pieno delle recenti feste natalizie era uscita dal carcere due settimane prima di morire. Dalla ricostruzione dei giornali risulta che non si sentiva bene e che dopo una visita al pronto soccorso, era stato disposto il suo ricovero (volontario) in Psichiatria nel pomeriggio del 26 dicembre. Qui, all'interno del bagno, secondo i giornali, si sarebbe soffocata. È risultato inutile qualsiasi tentativo di rianimarla da parte del personale sanitario.

La figlia il giorno precedente aveva chiamato in reparto chiedendo inutilmente di parlare con la madre. Ha poi ricevuto la notizia all’una di notte: «Sua madre è morta, si è suicidata». Insieme ad altri familiari si è immediatamente diretta al padiglione 10, chiedendo di poter entrare. Adducendo motivi di sicurezza e procedurali il personale sanitario ha impedito loro di entrare e ha poi chiesto l'intervento di una pattuglia di carabinieri per placare la rabbia dei familiari.

La figlia e il marito della donna hanno sporto denuncia. La procura ha avviato un'indagine su quanto accaduto, allo scopo di appurare eventuali responsabilità penali. È stata acquisita la cartella clinica per indagare sulla terapia somministrata, e sono stati ascoltati alcuni dei sanitari che l’hanno presa in carico. La dottoressa di guardia quella notte è stata indagata con l'imputazione provvisoria di omicidio colposo. La salma resta sotto sequestro: è stata disposta l’autopsia, di cui si attendono i risultati.

L’Asl Toscana Nord-Ovest ha comunque difeso l'operato del personale, e ha attivato un audit interno per capire cosa sia accaduto con esattezza. Un sindacato di categoria ha puntato il dito contro la carenza di personale.

A Livorno prevalgono gli stessi dispositivi custodialistici e post-manicomiali utilizzati nella stragrande maggioranza dei reparti psichiatrici in Italia.

Livorno non fa parte dei 24 reparti psichiatrici no-restraint (su 329 totali), gli unici dove non si legano le persone. E a Livorno si muore legati a un letto di contenzione.

A Livorno nel 10° padiglione le visite esterne sono regolamentate a discrezione del personale sanitario. Troppo spesso questa limitazione comporta sofferenze ulteriori per pazienti e familiari, oltre a una mancanza di controllo su inadempienze e abusi.

Possiamo supporre, inoltre, che una persona appena uscita da una reclusione carceraria abbia bisogno di un sostegno e di una risposta adeguata ai propri bisogni. Fra le altre cose, nelle carceri italiane si vive in una condizione al limite della sopportazione e della stessa dignità umana, dove la somministrazione incontrollata e smisurata di psicofarmaci è nota e costante, a scopo sedatorio e di controllo. Quale trauma ha riportato la donna dopo l'esperienza carceraria? Perché il pronto soccorso ha stabilito di inviarla in Psichiatria?

Manca infine una seria elaborazione statistica dei dati riguardanti i suicidi all’interno dei reparti psichiatrici italiani, come avviene invece per i suicidi in carcere. Come per le carceri, i suicidi in psichiatria non sono eventi episodici ma strutturali. I suicidi avvenuti all’interno delle istituzioni psichiatriche rappresentano in tutto e per tutto, come per chi si toglie la vita in carcere, delle morti di Stato. Il suicidio svela il cortocircuito che si verifica all’interno dell’istituzione psichiatrica: istituzione teoricamente finalizzata alla cura e che, invece, insinua e finisce per innescare essa stessa i fenomeni suicidari.


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